Wall Street in equilibrio precario prima dei verbali della Fed
I mercati finanziari americani mostrano una calma apparente, quasi ingannevole. I futures puntano al rialzo, i titoli tecnologici cercano di stabilizzarsi e gli investitori si preparano alla pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve. Dopo settimane di tensione, il clima non è più di panico, ma di prudenza calcolata. Le prime indicazioni di giornata suggeriscono un timido ritorno della propensione al rischio, ma il mercato resta in modalità difensiva.
Tech in recupero selettivo: Nvidia, Amazon e Microsoft in rialzo
Tra i protagonisti della seduta spicca Nvidia, in rialzo dopo l’annuncio di un accordo pluriennale per la fornitura di milioni di chip avanzati per l’intelligenza artificiale a Meta. Anche Amazon e Microsoft hanno registrato guadagni moderati. Analog Devices ha sorpreso positivamente con una guidance robusta, mentre Cadence Design Systems ha beneficiato di ricavi superiori alle attese. Perfino il New York Times ha ricevuto una spinta dalla notizia che Berkshire Hathaway ha acquisito una partecipazione nel gruppo editoriale.
Non tutti partecipano al rimbalzo
Il quadro non è uniformemente positivo. Palo Alto Networks ha perso terreno dopo aver rivisto al ribasso le previsioni sugli utili, citando costi crescenti legati all’espansione delle proprie capacità nell’intelligenza artificiale. Le azioni Sandisk sono scivolate dopo che Western Digital ha annunciato la cessione di parte della propria partecipazione. Il mercato, in sostanza, resta in modalità “dimostrami che funziona”: l’ottimismo è ben accetto, ma la fiducia cieca no.
Il dilemma dell’intelligenza artificiale: investimenti troppo aggressivi?
Questa tensione tra fiducia e scetticismo ha caratterizzato l’intero mese di febbraio 2026. I titoli tecnologici restano sotto pressione per un timore tanto grande quanto sfuggente: l’intelligenza artificiale trasformerà ogni settore, ma forse non nel modo in cui gli investitori avevano inizialmente immaginato. Solo poche settimane fa, la preoccupazione dominante era che l’AI avrebbe travolto interi comparti industriali. Ora l’ansia si è capovolta: cosa succede se le enormi spese in conto capitale dei colossi tech non generano i profitti necessari a giustificarle?
Il sondaggio di Bank of America lancia un segnale d’allarme
Durante l’ultima stagione degli utili, le principali aziende tecnologiche hanno tutte segnalato un forte incremento delle spese in conto capitale per il 2026. Invece di applaudire l’ambizione, gli investitori hanno reagito con nervosismo. Secondo l’ultimo sondaggio di Bank of America tra i gestori di fondi, circa un terzo degli investitori ritiene che le aziende stiano investendo troppo: si tratta della percentuale più alta mai registrata dall’inizio della rilevazione. Il risultato è stato una compressione costante delle valutazioni. Microsoft ha perso circa il 18% da inizio anno, Amazon circa il 13%. Entrambe trattano ora a multipli prezzo/utili relativamente bassi rispetto alla propria storia recente, su livelli che non si vedevano da un decennio se confrontati con le medie di lungo periodo. Non si tratta di aziende in difficoltà, ma semplicemente non vengono più considerate invincibili.
L’S&P 500 resiste in un range ristretto: il mercato non crolla
Nonostante le pressioni sul comparto tecnologico, il mercato nel suo complesso rifiuta di cedere. L’S&P 500 ha trascorso due mesi oscillando in un intervallo sorprendentemente stretto, tra circa 6.800 e 7.000 punti. La seduta di ieri ne è stata l’esempio perfetto: il Nasdaq ha aperto in calo di oltre l’1%, per poi recuperare quasi interamente e chiudere pressoché invariato. L’S&P 500 ha registrato un lieve guadagno. In Europa, le borse hanno chiuso in netto rialzo nonostante una partenza debole.
La rotazione verso i settori difensivi
I flussi di capitale si stanno dirigendo con decisione verso i settori difensivi: utilities, beni di consumo di base, aziende che vendono prodotti acquistati indipendentemente dal ciclo economico. Walmart è in rialzo di circa il 16% da inizio anno e ha recentemente superato la soglia dei 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, diventando più grande di tutti i titoli del gruppo Magnificent Seven tranne uno. Grazie alla crescita del suo business e-commerce, Walmart tratta ora a valutazioni che ricordano quelle tipiche del settore tech. Se un tempo la tecnologia prometteva il futuro, oggi i titoli difensivi promettono la sopravvivenza. Gli investitori stanno scegliendo entrambe le strade, ma con proporzioni diverse rispetto al passato.
Verbali della Fed e aspettative sui tassi: cosa monitorare
Il focus della giornata è rappresentato dalla pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione del FOMC. I trader stanno prezzando una probabilità di circa il 63% di un taglio dei tassi entro giugno: è la prima volta che le probabilità superano la soglia del 50%. Questo spostamento riflette una crescente convinzione che il costo del denaro potrebbe iniziare a scendere durante l’estate.
Non tutti alla Fed sono pronti a dichiarare vittoria sull’inflazione
Tuttavia, non tutti i membri della Federal Reserve condividono questo ottimismo. Il governatore Michael Barr ha dichiarato di voler vedere prove concrete che l’inflazione sui beni stia effettivamente rientrando prima di sostenere ulteriori tagli. Il mercato del lavoro, ha osservato, appare in equilibrio. Per gli operatori del forex e dei mercati obbligazionari, i verbali odierni saranno fondamentali per calibrare le aspettative sulla politica monetaria dei prossimi mesi.
Geopolitica e scenari internazionali: Iran, Giappone ed Europa
Sul fronte geopolitico, diversi sviluppi meritano attenzione:
Colloqui USA-Iran e mercato petrolifero
I negoziati tra Stati Uniti e Iran a Ginevra hanno mostrato segnali di progresso, contribuendo a una leggera flessione dei prezzi del petrolio pur mantenendo un premio per il rischio geopolitico nei mercati energetici.
Giappone: 36 miliardi di dollari in investimenti negli USA
Il Giappone ha annunciato piani per circa 36 miliardi di dollari in investimenti negli Stati Uniti nell’ambito di un più ampio accordo commerciale, dando sostegno al dollaro americano sui mercati valutari.
BCE: possibili dimissioni anticipate di Lagarde
In Europa, alcune indiscrezioni suggeriscono che la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde potrebbe dimettersi prima della scadenza del suo mandato nel 2027, anche se per il momento i mercati hanno reagito in modo contenuto alla notizia. In Asia, le chiusure per il Capodanno Lunare hanno ridotto i volumi di scambio, aggiungendo un’atmosfera di quiete ai mercati globali.
Agenda macroeconomica della giornata
La giornata è ricca di appuntamenti macroeconomici rilevanti per trader e investitori: Regno Unito: pubblicazione dei tassi di inflazione mensile e annuale, oltre all’inflazione core su base annua. Stati Uniti: tasso sui mutui trentennali MBA, avvio di nuove costruzioni e permessi edilizi, ordini di beni durevoli, produzione industriale, discorso del membro Fed Bowman, verbali del FOMC, flussi TIC di lungo termine e variazione delle scorte di greggio API. Giappone: ordini di macchinari industriali. Tutti questi dati contribuiranno a definire il quadro macroeconomico e a orientare le decisioni degli operatori nelle prossime sedute.
