Mercato dell’argento in stallo: il Presidents’ Day frena la liquidità
Il mercato dell’argento ha aperto la settimana con movimenti erratici ma privi di sostanza, in una giornata caratterizzata dalla chiusura dei mercati statunitensi per il Presidents’ Day. L’assenza degli operatori americani ha ridotto drasticamente i volumi di scambio, rendendo poco significativi i segnali tecnici emersi durante la sessione. Questa dinamica è un elemento che molti trader, soprattutto quelli operativi sui mercati europei e asiatici, tendono a sottovalutare. Quando il mercato dei futures statunitense è chiuso, la liquidità si riduce in modo drastico, e anche chi opera tramite strumenti CFD ne risente indirettamente, poiché i prezzi di riferimento restano sostanzialmente congelati.
Analisi tecnica dell’argento: il quadro grafico attuale
La discesa graduale verso i 70 dollari
Dal punto di vista dell’analisi tecnica, il grafico giornaliero dell’argento mostra una tendenza ribassista moderata, con i prezzi che si stanno avvicinando progressivamente all’area dei 70 dollari l’oncia. Questo livello rappresenta un supporto tecnico di rilievo, dove è ragionevole attendersi un tentativo di rimbalzo da parte dei compratori. Se il livello dei 70 dollari dovesse reggere come pavimento, si tratterebbe di un segnale costruttivo per il metallo prezioso, che potrebbe gettare le basi per una nuova fase di recupero. La tenuta di questo supporto confermerebbe che la pressione ribassista sta perdendo forza e che i compratori sono pronti a rientrare sul mercato.
Rischi al ribasso: cosa accadrebbe sotto i 70 dollari
Lo scenario alternativo è meno incoraggiante. Una rottura decisa al di sotto dei 70 dollari aprirebbe la strada a una correzione più profonda, con potenziali target ribassisti che potrebbero estendersi verso livelli significativamente inferiori. Vale la pena ricordare che il mercato dell’argento è stato colpito da un’ondata massiccia di vendite alcune settimane fa, durante una sessione di venerdì particolarmente violenta. Da quel momento, le quotazioni non sono riuscite a recuperare terreno in modo convincente, restando in una fase di consolidamento laterale con inclinazione ribassista.
Fase di attesa: il mercato cerca una direzione
L’elemento positivo, in questo contesto, è che nonostante la pressione ribassista il prezzo non ha subito ulteriori crolli significativi. Questo suggerisce che, pur in assenza di forza rialzista, i venditori non stanno dominando il mercato in modo aggressivo. L’argento si trova attualmente in una zona di indecisione, dove gli operatori stanno valutando con cautela la prossima mossa. I fattori che potrebbero sbloccare la situazione includono:
- Dati macroeconomici statunitensi in arrivo nelle prossime sessioni, in particolare quelli legati all’inflazione e alla politica monetaria della Fed.
- L’andamento del dollaro USA, che mantiene una correlazione inversa con i metalli preziosi.
- Il sentiment generale sui mercati delle materie prime, influenzato dalle tensioni geopolitiche e dalle prospettive di crescita globale nel 2026.
Prospettive operative per i trader
Per chi opera sull’argento in questo momento, la strategia più prudente è quella di attendere segnali chiari di direzione prima di assumere posizioni rilevanti. Il livello dei 70 dollari rappresenta il punto di riferimento principale: una tenuta potrebbe offrire opportunità di ingresso long, mentre una rottura al ribasso richiederebbe un ripensamento completo dello scenario tecnico. Le sessioni a basso volume, come quella del Presidents’ Day, non forniscono indicazioni affidabili e possono generare falsi segnali che rischiano di trarre in inganno anche i trader più esperti. La vera partita si giocherà con il ritorno della piena operatività dei mercati americani.

