Il dollaro USA resta stabile dopo i dati sull’inflazione americana

Il dollaro statunitense ha mantenuto una posizione sostanzialmente invariata dopo la pubblicazione dei dati sull’indice dei prezzi al consumo (CPI), risultati perfettamente in linea con le aspettative del mercato. L’assenza di sorprese sul fronte inflazionistico ha ridotto la volatilità immediata, ma ha anche spostato l’attenzione degli operatori verso le prossime mosse della Federal Reserve. I trader cercano ora indicazioni più chiare sulla traiettoria dei tassi di interesse, elemento che continuerà a guidare le dinamiche valutarie nelle prossime settimane. In un contesto in cui i mercati avevano già scontato il dato, le principali coppie valutarie hanno mostrato movimenti contenuti ma tecnicamente significativi. Vediamo nel dettaglio la situazione su EUR/USD, USD/JPY e AUD/USD.

EUR/USD: compressione dei prezzi e livelli chiave da monitorare

La coppia EUR/USD continua a muoversi in un range ristretto, caratterizzato da una marcata compressione della volatilità. Il mercato sembra gravitare attorno all’area di 1,1850, che funge da punto di equilibrio mentre gli operatori valutano la solidità del recente breakout rialzista.

Supporti e resistenze principali

Il livello di 1,1800 rappresenta un supporto cruciale, rafforzato dalla presenza della media mobile esponenziale a 50 giorni (EMA 50). Finché il prezzo si mantiene al di sopra di questa soglia, il quadro tecnico resta moderatamente costruttivo per l’euro. Tuttavia, una rottura al ribasso della EMA 50 potrebbe innescare un rafforzamento generalizzato del dollaro americano, non solo contro la moneta unica europea ma anche nei confronti di altre valute principali. Per i trader che operano su questa coppia, la fase attuale richiede pazienza: la compressione dei prezzi spesso precede movimenti direzionali importanti, e la direzione del breakout fornirà indicazioni operative decisive.

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USD/JPY: il differenziale dei tassi resta il driver principale

La coppia USD/JPY si trova in una fase tecnica particolarmente interessante. La chiusura settimanale assume un’importanza strategica: un superamento dei massimi della sessione precedente potrebbe segnalare l’avvio di una nuova fase rialzista con obiettivo verso l’area di 158 yen.

Il fattore strutturale del debito giapponese

Il differenziale dei tassi di interesse tra Stati Uniti e Giappone continua a rappresentare il motore fondamentale di questa coppia. Nonostante i rendimenti giapponesi abbiano registrato un incremento negli ultimi mesi, e nonostante le aspettative di una maggiore disciplina fiscale da parte di Tokyo, la realtà matematica del debito pubblico giapponese — che supera il 260% del PIL — pone un vincolo strutturale difficile da ignorare. Il Giappone si trova di fronte a un bivio inevitabile: affrontare seriamente la questione del debito oppure accettare un ulteriore indebolimento dello yen. Le due opzioni si escludono a vicenda, e finché non emergerà una direzione chiara di politica economica, il differenziale dei tassi continuerà a favorire posizioni lunghe sul dollaro contro lo yen.

Livelli tecnici da osservare

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Il supporto chiave si colloca a 152 yen, che attualmente funge da pavimento per il prezzo. Una violazione di questo livello aprirebbe scenari ribassisti con un possibile reset delle posizioni. Al rialzo, il superamento dei recenti massimi confermerebbe la ripresa del trend ascendente.

AUD/USD: il dollaro australiano beneficia delle aspettative sui tassi

Il dollaro australiano ha mostrato una dinamica interessante: dopo un iniziale calo, la valuta ha recuperato terreno grazie alla lettura del CPI statunitense in linea con le attese e, soprattutto, ad alcune componenti dell’inflazione core risultate leggermente inferiori al previsto.

Divergenza tra Fed e RBA

Questo scenario alimenta l’ipotesi che la Federal Reserve possa procedere con ulteriori tagli dei tassi, mentre la Reserve Bank of Australia (RBA) ha recentemente alzato i tassi e potrebbe essere costretta a farlo nuovamente. Questa divergenza di politica monetaria rappresenta un fattore potenzialmente favorevole per l’AUD/USD nel medio termine.

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Scenari tecnici per il dollaro australiano

Dal punto di vista grafico, la coppia si muove in un contesto di elevata indecisione. Il livello di 0,7100 rappresenta la resistenza chiave: una rottura al rialzo aprirebbe spazio per un’estensione del movimento ascendente. Al contrario, un ritorno verso il basso troverebbe supporto nell’area di 0,6900, che ha dimostrato di essere una zona di accumulo affidabile nelle ultime settimane.

Prospettive operative: cosa aspettarsi dai mercati valutari

Il dato CPI in linea con le attese ha temporaneamente ridotto l’incertezza, ma non ha fornito una direzione chiara ai mercati forex. L’attenzione si sposta ora sulle prossime comunicazioni della Federal Reserve e sui dati macroeconomici in arrivo, che saranno determinanti per definire il trend del dollaro nelle settimane a venire. Per gli operatori, i punti chiave da monitorare sono: EUR/USD: tenuta o rottura della EMA 50 in area 1,1800, che definirà il prossimo movimento direzionale. USD/JPY: superamento dei massimi recenti come segnale di ripresa rialzista verso 158, con supporto critico a 152. AUD/USD: la divergenza tra le politiche monetarie di Fed e RBA potrebbe favorire il dollaro australiano, con 0,7100 come livello spartiacque al rialzo. In un mercato caratterizzato da compressione e indecisione, la gestione del rischio e la pazienza nell’attendere conferme tecniche restano gli strumenti più importanti a disposizione del trader.