Mercati in attesa dopo la decisione della Fed

Giovedì mattina i mercati azionari si preparavano a un’apertura positiva mentre gli investitori analizzavano i risultati trimestrali delle grandi aziende tecnologiche. Il tema dominante resta uno solo: le enormi spese in intelligenza artificiale stanno generando rendimenti adeguati? Nel frattempo, i metalli preziosi continuavano la loro corsa straordinaria verso nuovi massimi storici. La Federal Reserve ha mantenuto i tassi d’interesse invariati nella fascia 3,5%-3,75%, una decisione ampiamente attesa che tuttavia ha generato una certa inquietudine tra gli operatori. La votazione si è conclusa con 10 voti favorevoli e 2 contrari: Christopher Waller e Stephen Miran hanno spinto per un taglio di 25 punti base.

Powell difende la linea attendista

Jerome Powell ha giustificato la scelta con la solidità dell’economia statunitense, che non richiede interventi urgenti di politica monetaria. Il presidente della Fed ha ribadito l’approccio dipendente dai dati, sottolineando come i rischi al rialzo sull’inflazione e quelli al ribasso sull’occupazione si siano attenuati. Durante la conferenza stampa, Powell ha utilizzato ripetutamente la formula “non ho nulla da dirvi su questo” per eludere domande spinose sul suo futuro dopo la scadenza del mandato il 15 maggio, sulla rimozione di Lisa Cook e persino su un’indagine federale relativa ai lavori edilizi della Fed. I mercati hanno accolto la decisione come un non-evento: l’S&P 500 e il Dow Jones hanno chiuso sostanzialmente invariati, mentre il Nasdaq ha registrato un lieve rialzo. Tuttavia, in questa apparente calma si è verificato un momento storico: l’S&P 500 ha toccato brevemente quota 7.000 punti per la prima volta, raggiungendo un massimo intraday di 7.002,28.

Big Tech sotto esame: chi vince e chi perde la scommessa AI

Tre dei cosiddetti “Magnificent Seven” hanno pubblicato i risultati dopo la chiusura di mercoledì, trasformando la sessione in un vero e proprio referendum sulla questione centrale del momento: è possibile investire miliardi in intelligenza artificiale senza sembrare di bruciare denaro?

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Meta convince con i numeri

Meta ha offerto al mercato esattamente ciò che desiderava: fiducia supportata da risultati tangibili. L’azienda di Mark Zuckerberg ha combinato previsioni di fatturato ottimistiche con un incremento del 73% del budget per investimenti in conto capitale, e gli investitori hanno risposto spingendo il titolo in rialzo di oltre il 7% nel pre-market. Il messaggio è chiaro: le spese stanno producendo risultati visibili nel business pubblicitario.

Tesla sorprende nonostante la stagnazione

Anche Tesla ha ricevuto un’accoglienza sorprendentemente positiva. Nonostante abbia annunciato piani per più che raddoppiare gli investimenti in conto capitale a livelli record, le azioni sono salite di circa il 2,9% nel pre-market. Il motivo? I risultati sono stati “meno deteriorati del previsto” nonostante la crescita stagnante, una soglia apparentemente sufficiente per soddisfare i sostenitori del titolo.

Microsoft paga il conto dell’AI

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Microsoft ha invece scoperto che nel 2026 non basta spendere per ricevere applausi. Il titolo è crollato di circa il 11% dopo che i ricavi cloud hanno deluso le aspettative, riaccendendo i timori che gli ingenti investimenti nell’alleanza con OpenAI non si stiano traducendo abbastanza rapidamente in monetizzazione. Questa è la nuova morale dei mercati: la spesa in AI non è più intrinsecamente virtuosa. Lo diventa solo se genera profitti in tempi che rassicurano gli analisti. Un cambiamento di paradigma significativo, considerando che i Magnificent Seven rappresentano circa un terzo della capitalizzazione dell’S&P 500.

IBM sorprende tutti

In una settimana dominata dall’hype futuristico, è stata IBM a rubare la scena, balzando di oltre l’8% nel pre-market dopo aver superato le stime trimestrali con un incremento dei ricavi del 12% e guidance superiori alle attese.

Dollaro debole e metalli preziosi ai massimi storici

Il dollaro è diventato un punto focale delle discussioni. Trump ha indicato di non vedere problemi nel lasciare scivolare il biglietto verde, mentre il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha cercato di aggiungere una precisazione: gli Stati Uniti restano impegnati per un dollaro forte e non sono intervenuti recentemente per sostenere lo yen. Powell ha elegantemente scaricato la responsabilità, affermando che le questioni valutarie sono di competenza esclusiva del Tesoro.

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Oro oltre i 5.500 dollari

L’oro ha superato per la prima volta i 5.500 dollari l’oncia, estendendo un rally storico alimentato dalla debolezza del dollaro e dalle crescenti aspettative che il prossimo presidente della Fed perseguirà ulteriori allentamenti monetari. Anche l’argento ha toccato un record, mentre il rame ha raggiunto un nuovo massimo sopra i 13.900 dollari per tonnellata metrica. L’alluminio è salito ai livelli più alti dal 2022.

Scenario politico e tensioni geopolitiche

Sul fronte politico interno, il New York Times ha riportato che Trump e il senatore democratico Chuck Schumer stanno lavorando a un accordo per negoziare nuove restrizioni sugli agenti federali dell’immigrazione, potenzialmente evitando uno shutdown governativo. La scadenza per il finanziamento è fissata a venerdì mezzanotte.

La questione Iran

I mercati continuano a trattare le tensioni con l’Iran come rumore di fondo, almeno finché non diventeranno impossibili da ignorare. Gli Stati Uniti mantengono la pressione con un gruppo navale incentrato sulla portaerei Abraham Lincoln dispiegato in Medio Oriente per rafforzare la deterrenza. Nonostante i danni subiti nella guerra di 12 giorni di giugno, l’Iran conserva gran parte del suo arsenale: circa 2.000 missili balistici a medio raggio capaci di raggiungere Israele, significative scorte di missili a corto raggio che minacciano le basi statunitensi nel Golfo e le navi nello Stretto di Hormuz, oltre a missili cruise anti-nave, motosiluranti e droni.