Il settore software sprofonda nel mercato orso
Il comparto tecnologico legato al software ha subito un’ulteriore pesante flessione nella giornata di giovedì, aggravando una fase di vendite già particolarmente intensa dall’inizio dell’anno. Gli investitori stanno abbandonando il settore, sempre più preoccupati che l’intelligenza artificiale possa stravolgere i modelli di business di numerose aziende consolidate. L’iShares Expanded Tech-Software Sector ETF (IGV) ha registrato un calo di circa il 5% nelle contrattazioni mattutine, avviandosi verso la peggiore performance giornaliera dall’aprile scorso, quando i mercati furono scossi dalle tensioni legate ai dazi commerciali. Il fondo ha ora perso circa il 21% dai massimi recenti, trascinando ufficialmente l’industria del software in territorio bear market.
Performance mensile ai minimi storici
Da inizio mese, l’ETF IGV segna un ribasso di quasi il 14%, proiettandosi verso il peggior risultato mensile dall’ottobre 2008, quando il fondo perse il 23% nel pieno della crisi finanziaria globale. Questo dato evidenzia quanto rapidamente il sentiment degli investitori si sia deteriorato nei confronti di quello che era stato uno dei settori preferiti di Wall Street.
ServiceNow: utili solidi ma non sufficienti
Le preoccupazioni legate alla minaccia dell’AI hanno completamente oscurato i risultati trimestrali positivi di aziende leader come ServiceNow, le cui azioni sono crollate di oltre l’11% giovedì. Il colosso del software enterprise ha superato le aspettative di Wall Street per gli utili del quarto trimestre e ha fornito una guidance migliore del previsto. Tuttavia, gli analisti di Morgan Stanley hanno commentato in modo eloquente: “Buono, ma non abbastanza buono. In un contesto di crescente scetticismo degli investitori verso i fornitori di applicazioni tradizionali, una crescita stabile in linea con le attese probabilmente non è sufficiente a cambiare la narrativa“.
La pressione si estende ai colossi tecnologici
Il sell-off ha coinvolto anche le megacap del settore tech. Microsoft ha ceduto circa il 10% dopo aver riportato un rallentamento nella crescita del cloud per il secondo trimestre fiscale, avviandosi verso il calo giornaliero più marcato da marzo 2020. Il gigante di Redmond ha inoltre fornito una guidance sull’operating margin per il terzo trimestre fiscale inferiore alle attese.
Rivalutazione delle valutazioni di settore
La pressione si è intensificata su tutto il comparto mentre gli investitori mettono in discussione se i competitor basati sull’AI e gli strumenti di automazione possano erodere la domanda di licenze software tradizionali e flussi di lavoro consolidati. Le valutazioni, un tempo giustificate dalla crescita costante dei ricavi da abbonamento, vengono ora riconsiderate alla luce della possibilità che l’intelligenza artificiale possa ridurre permanentemente il potenziale di fatturato a lungo termine.
L’accelerazione dell’AI alimenta l’incertezza
L’inquietudine degli investitori è stata amplificata dal ritmo stesso dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Anthropic ha rilasciato Claude Opus 4.5 alla fine dello scorso anno, il terzo importante lancio di modello in soli due mesi. L’azienda ha dichiarato che il modello eccelle nella programmazione, nell’operare computer e nell’assistere attività enterprise complesse. Gli utenti ideali includono sviluppatori software professionisti e knowledge worker come analisti finanziari, consulenti e commercialisti, categorie professionali che rappresentano proprio il target principale di molte aziende software tradizionali ora sotto pressione.