Un’economia che corre mentre gli investitori frenano

L’economia americana continua a mostrare segnali di solidità, con utili aziendali in crescita e il settore dell’intelligenza artificiale che attrae capitali a ritmo sostenuto. Eppure, sotto la superficie di questa apparente tranquillità, si percepisce una tensione palpabile. Gli investitori stanno accumulando coperture, acquistando protezioni come se si preparassero a una tempesta imminente. I futures di Wall Street hanno aperto in leggero ribasso questa mattina, mentre i titoli legati all’oro e ai metalli critici registrano rialzi significativi. Persino settori minerari tradizionalmente trascurati tornano improvvisamente sotto i riflettori degli operatori.

L’incertezza politica come fattore di rischio sistemico

La strategia dell’imprevedibilità

L’amministrazione Trump ha trasformato l’imprevedibilità in una vera e propria strategia politica. Da un lato, il presidente ha mostrato capacità di moderazione, ritirando le minacce tariffarie contro l’Europa sulla questione Groenlandia. Dall’altro, nel fine settimana ha annunciato possibili dazi del 100% contro il Canada qualora Ottawa intensificasse i rapporti commerciali con Pechino. Questo continuo alternarsi di provocazioni e distensioni spiega perché gli investitori mantengano posizioni difensive anche mentre i listini azionari tengono. I mercati equity registrano perdite contenute e, su base annua, rimangono in territorio positivo.

La stagione delle trimestrali: il banco di prova per i giganti tech

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La fiducia nella capacità di generare utili, specialmente negli Stati Uniti, sostiene i mercati. Gli utili del quarto trimestre sono attesi in crescita superiore al 9% rispetto all’anno precedente. Questa settimana oltre 100 società dell’S&P 500 pubblicheranno i risultati, inclusi quattro dei cosiddetti “Magnificent Seven”: Apple, Microsoft, Meta e Tesla.

L’intelligenza artificiale deve dimostrare il suo valore

Per questi colossi tecnologici, parlare di AI non basta più. Devono dimostrare che gli investimenti miliardari generano ritorni concreti. Con valutazioni già elevate, anche una delusione marginale o guidance poco chiare potrebbero innescare una revisione di posizioni considerate quasi prive di rischio. Il recente crollo di Intel, dopo previsioni deludenti, ha ricordato quanto rapidamente la fiducia possa evaporare.

Obbligazioni e valute: segnali di allarme dal Giappone

Lo yen e il rischio di un’inversione storica

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Mentre l’equity cerca equilibrio, il mercato obbligazionario lancia segnali preoccupanti. I Treasury USA mostrano nervosismo, ma è il Giappone a destare le maggiori preoccupazioni. Lo yen ha oscillato violentemente, toccando livelli che hanno alimentato timori di intervento. Un movimento tecnico della Federal Reserve di New York ha suggerito una possibile coordinazione con Tokyo, evento che non si verificava da 15 anni. Il primo ministro giapponese ha pubblicamente dichiarato l’intenzione di contrastare la speculazione.

Il rischio del “Triple Yasu”

La vera preoccupazione riguarda cosa accadrebbe se la logica finanziaria giapponese, consolidata da decenni, dovesse cedere. Rendimenti in salita, azioni in calo e yen debole simultaneamente segnalerebbero una profonda sfiducia nelle politiche monetarie. Gli investitori giapponesi detengono enormi quantità di obbligazioni estere. Se tassi domestici più elevati richiamassero quei capitali in patria, i mercati del debito globali ne risentirebbero rapidamente. Il famoso carry trade ha molti estimatori, ma genera ancora più vittime quando si inverte.

Fattori di rischio interni ed esterni

Shutdown e tensioni sociali negli USA

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Sul fronte interno, i Democratici minacciano di bloccare la legislazione sui finanziamenti federali prima della scadenza del 30 gennaio, aumentando il rischio di uno shutdown parziale del governo. Le proteste a Minneapolis sull’applicazione delle politiche migratorie hanno coinvolto grandi aziende e richiesto una risposta presidenziale. Una violenta tempesta invernale ha lasciato oltre un milione di famiglie senza elettricità e causato la cancellazione di circa 10.000 voli.

Geopolitica ed energia

A livello globale, la Cina prosegue un’epurazione ai vertici militari, con il suo ufficiale di grado più elevato sotto indagine. Nel settore energetico, Washington monitora l’Iran mentre punta a prezzi del petrolio più bassi. Trump ambisce a portare la benzina a 50 dollari al barile e ha sollecitato le compagnie americane a investire massicciamente nel petrolio venezuelano dopo la rimozione di Maduro.

Federal Reserve: la pazienza come strategia

La Fed avvia questa settimana la riunione di politica monetaria, con i mercati che scontano tassi invariati. Dopo una serie di tagli da 25 punti base a fine 2025, i funzionari segnalano prudenza. Meno di due ulteriori riduzioni sono attese entro fine 2026. I timori inflazionistici si sono attenuati ma non dissolti. Aggiunge incertezza la questione di chi Trump potrebbe nominare per sostituire il presidente Powell, attualmente oggetto di un’indagine del Dipartimento di Giustizia.

Perché i mercati resistono

La domanda cruciale è: perché i mercati non hanno ceduto? Gli investitori stanno effettuando una scommessa calcolata. I fattori positivi — resilienza economica, investimenti nell’AI, utili aziendali robusti e la convinzione che le minacce politiche possano ammorbidirsi nella pratica — sono concreti e misurabili. I fattori negativi, per ora, restano prevalentemente scenari. Scenari pericolosi, certamente, ma ancora ipotetici. È questa asimmetria tra rischi reali e rischi potenziali che spiega la strategia dominante: rimanere investiti, ma con le coperture già in posizione.