Le aspettative degli economisti sui tassi della Federal Reserve
Secondo un recente sondaggio condotto da Reuters, la maggioranza degli economisti ritiene che la Federal Reserve manterrà i tassi di interesse invariati nel primo trimestre del 2026. L’indagine, che ha coinvolto 100 esperti del settore, rivela che il 58% degli intervistati non prevede modifiche alla politica monetaria nel breve termine, mentre la maggior parte anticipa due tagli nel corso dell’anno.
L’ultimo intervento della Fed sui tassi
Nel corso della riunione del mese scorso, la Fed ha deciso con un margine ristretto di ridurre i tassi di interesse portandoli in un range compreso tra il 3,5% e il 3,75%, con un taglio di 25 punti base. Questa decisione ha segnato un momento significativo nella politica monetaria statunitense, in un contesto economico caratterizzato da pressioni contrastanti. Il presidente Trump ha più volte sollecitato il presidente della Fed, Jerome Powell, a procedere con riduzioni più aggressive dei tassi per sostenere quella che definisce una crescita economica trainata dalle politiche tariffarie.
Il parere degli analisti di Nomura
Jeremy Schwartz, senior economist di Nomura per il mercato statunitense, ha offerto una prospettiva interessante: “L’outlook economico superficiale suggerirebbe che la Fed debba mantenere una posizione attendista, considerando eventualmente anche rialzi nella seconda parte dell’anno o nel 2027”. Schwartz ha tuttavia aggiunto: “In realtà, riteniamo che la Fed resterà ferma fino alla conclusione del mandato di Powell a maggio, ma sospettiamo che la nuova leadership riuscirà a ottenere ulteriori 50 punti base di tagli entro fine anno”.
L’indagine del Dipartimento di Giustizia su Powell
Un elemento di incertezza aggiuntivo riguarda l’indagine del Dipartimento di Giustizia nei confronti di Powell, relativa a testimonianze rese davanti al Congresso lo scorso anno. Figure di spicco del mondo finanziario, tra cui il CEO di JPMorgan Chase Jamie Dimon, hanno espresso preoccupazione per le potenziali ripercussioni di questa vicenda su inflazione e tassi di interesse.
Cosa accadrà dopo Powell?
Il 55% degli economisti intervistati prevede tagli ai tassi dopo la conclusione del mandato di Powell. Tuttavia, Bernard Yaros, lead economist di Oxford Economics per gli Stati Uniti, ha evidenziato le complessità politiche in gioco. “Ci sarà una resistenza senza precedenti sulla scelta del prossimo presidente della Fed, proprio a causa dell’indagine penale. Non mi aspetto che Trump riesca effettivamente a riempire la Fed di persone disposte a tagliare i tassi”, ha dichiarato Yaros.
Prospettive di crescita per l’economia americana
Nonostante le incertezze sulla politica monetaria, le previsioni per il PIL statunitense nel 2026 rimangono ottimistiche. Gli analisti di Oxford Economics anticipano una crescita robusta, sostenuta da due fattori principali: Investimenti nell’intelligenza artificiale: il settore tech continua a trainare l’economia con massicci investimenti in AI e tecnologie correlate. Tagli fiscali: le misure contenute nella legge di bilancio dovrebbero contribuire per circa 0,6 punti percentuali alla crescita media annua del PIL reale.
Prossimi appuntamenti da monitorare
Gli operatori di mercato guardano con attenzione alla riunione del 27-28 gennaio, durante la quale ci si attende che i tassi rimangano stabili. Il vero punto di svolta potrebbe arrivare con il cambio di leadership alla Fed, previsto per maggio 2026, quando le dinamiche politiche potrebbero influenzare significativamente le future decisioni di politica monetaria.
