Forte ribasso del greggio sui mercati internazionali
I prezzi del petrolio hanno registrato un crollo superiore al 4% nella giornata di giovedì, dopo che le dichiarazioni del Presidente statunitense Donald Trump hanno contribuito ad allentare i timori di un imminente attacco militare americano contro l’Iran. Il Brent, benchmark di riferimento per i mercati globali, ha ceduto il 4,13%, pari a 2,75 dollari, attestandosi a 63,77 dollari al barile. Il West Texas Intermediate (WTI), riferimento per il mercato americano, ha perso 2,65 dollari, segnando un ribasso del 4,27% e scendendo a 59,37 dollari al barile.
Le parole di Trump che hanno calmato i mercati
Durante un incontro con i giornalisti, Trump ha dichiarato di essere stato informato da “fonti molto importanti” in Iran che “le uccisioni si sono fermate”. Il Presidente ha aggiunto che non risultano piani per esecuzioni, precisando che la Casa Bianca continuerà a monitorare attentamente l’evoluzione della situazione. Queste affermazioni arrivano dopo giorni di forte tensione geopolitica. Centinaia di persone sarebbero state uccise in seguito ai disordini di massa nel Paese, repressi con violenza dalle forze di sicurezza della Repubblica Islamica. Trump aveva più volte minacciato un intervento diretto qualora civili fossero stati giustiziati dallo Stato iraniano.
La volatilità dei giorni precedenti
I prezzi del greggio avevano registrato un balzo significativo martedì, quando Trump aveva annullato gli incontri programmati con funzionari iraniani, promettendo ai manifestanti che “l’aiuto è in arrivo”. I guadagni si erano estesi anche mercoledì, alimentati dai crescenti timori di un attacco imminente.
Segnali di preparazione militare
A intensificare le preoccupazioni aveva contribuito un rapporto dell’agenzia Reuters, secondo cui parte del personale era stato invitato a lasciare la base aerea statunitense di Al Udeid in Qatar entro mercoledì sera. Anche la BBC aveva riferito dello spostamento di personale britannico dalla stessa struttura. Il governo americano aveva inoltre emesso un avviso ai cittadini statunitensi presenti in Iran, esortandoli a lasciare il Paese via terra verso Armenia o Turchia, con istruzioni dettagliate per chi non fosse in grado di partire.
L’analisi degli esperti finanziari
Jim Reid di Deutsche Bank ha commentato che i mercati hanno interpretato le dichiarazioni di Trump come un segnale che gli Stati Uniti potrebbero rinunciare a una risposta militare immediata. Tuttavia, l’analista ha sottolineato che permane una certa cautela, considerando i tempi imprevedibili degli attacchi americani contro l’Iran avvenuti nel giugno 2025. Il Brent rimane comunque al di sopra dei minimi sotto i 60 dollari al barile toccati la settimana precedente.
L’importanza strategica dell’Iran nel mercato petrolifero
Reid ha evidenziato un aspetto cruciale per gli investitori: l’Iran rappresenta un produttore petrolifero più rilevante del Venezuela, contribuendo al 4% della produzione mondiale. Qualsiasi sviluppo nella regione ha quindi il potenziale di generare ripercussioni significative sull’intero mercato energetico globale. Per i trader del settore energy, questa situazione richiede un monitoraggio costante delle dinamiche geopolitiche, che continuano a rappresentare uno dei principali driver di volatilità per le quotazioni del greggio.