Il fenomeno della rotazione di mercato nel 2026

Gli investitori stanno riscoprendo una verità fondamentale della finanza: quando troppo capitale si concentra sulle stesse posizioni, le vie d’uscita possono improvvisamente restringersi. Il termine che domina le conversazioni sui mercati è “rotazione”, ovvero lo spostamento di capitali dalle grandi società tecnologiche verso segmenti più piccoli, sottovalutati e meno appariscenti del mercato. I segnali sono inequivocabili. Le maggiori aziende tech americane hanno recentemente trascinato al ribasso i principali indici. Il Nasdaq 100 ha mostrato debolezza e l’S&P 500 ha registrato flessioni, nonostante la maggioranza dei singoli titoli stia effettivamente salendo. In una singola sessione, tutte le 11 maggiori società americane per capitalizzazione di mercato hanno chiuso in territorio negativo.

I numeri raccontano una storia chiara

Dall’inizio dell’anno il quadro si è fatto sempre più definito. L’ETF che replica i cosiddetti “Magnificent Seven” del settore tecnologico segna un calo dell’1,8%. Il Nasdaq 100 è appena in territorio positivo. L’S&P 500 standard registra un modesto +1,1%. Tuttavia, la versione equal-weight dello stesso indice, che attribuisce lo stesso peso a piccole e grandi aziende, è balzata di quasi il 4%. Il Russell 2000, barometro delle small cap americane, segna un rialzo di quasi il 7%.

Una scommessa sulla politica monetaria

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Non si tratta di un semplice riassetto tecnico. Questa dinamica riflette una scommessa sulla direzione futura della politica monetaria. Le società più piccole sono maggiormente sensibili ai tassi d’interesse, e gli investitori stanno puntando su tagli entro la fine dell’anno. Alcuni guardano già oltre il mandato di Jerome Powell alla guida della Federal Reserve, che scade a giugno, immaginando un successore sotto l’amministrazione Trump potenzialmente più incline all’allentamento monetario.

Il paradosso del settore semiconduttori

L’ironia è che questa rotazione sta avvenendo proprio mentre emergono notizie positive dal settore che gli investitori sembrano voler abbandonare. Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), il produttore di chip avanzati più importante al mondo, ha appena pubblicato risultati trimestrali eccezionali e prospettive di crescita solide. Le azioni TSMC sono balzate, trascinando al rialzo numerosi produttori americani di chip e fornitori di apparecchiature. Nvidia, Broadcom, Micron, Applied Materials e Lam Research hanno tutti registrato guadagni significativi. La promessa di maggiore capacità produttiva di semiconduttori negli Stati Uniti rimane una narrativa potente, anche se non sostiene più da sola l’intero mercato.

Stagione degli utili e settore finanziario

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La stagione delle trimestrali sta entrando nel vivo. BlackRock, il più grande asset manager al mondo, ha riportato profitti in crescita e asset under management record, sostenuti dal rally dello scorso anno. Anche Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno pubblicato i risultati, completando il quadro dei colossi finanziari americani. Il settore bancario, tuttavia, affronta venti contrari di natura politica. Una proposta di tetto annuale al 10% sui tassi d’interesse delle carte di credito ha innervosito gli investitori.

Tensioni politiche e indipendenza della Fed

Al di là dell’equity, il sentiment è di cauto sollievo. Washington ha trascorso gli ultimi giorni cercando di abbassare la tensione. Trump ha ribadito di non avere intenzione di rimuovere Powell prima della scadenza del mandato, nonostante un’indagine penale sui costi di ristrutturazione della sede della Federal Reserve. L’inchiesta è stata ampiamente percepita come politicamente motivata, suscitando critiche anche tra alcuni repubblicani. Questa rassicurazione è stata importante. I mercati ricordano bene quanto rapidamente la fiducia possa evaporare quando l’indipendenza della banca centrale appare minacciata.

Materie prime e scenario macroeconomico

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La Casa Bianca ha inoltre segnalato di aver ricevuto garanzie dall’Iran riguardo un allentamento della repressione interna. Questo messaggio, combinato con indicazioni che gli Stati Uniti sospenderanno tariffe aggiuntive su importazioni minerarie essenziali, ha spinto al ribasso petrolio e altre commodity. Oro e argento hanno ritracciato dopo aver toccato massimi storici.

Dati economici contrastanti

I dati economici dipingono un quadro misto ma non allarmante. Il Beige Book della Federal Reserve indica un rallentamento del mercato del lavoro, e le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono in leggero aumento. Allo stesso tempo, l’attività economica sembra riprendersi leggermente, e i trader si aspettano ancora almeno due tagli dei tassi entro fine anno.

Panorama europeo e asiatico

In Europa, la Germania ha finalmente registrato crescita dopo due anni di contrazione, e l’economia britannica ha sorpreso positivamente. L’Asia offre meno conforto: il Giappone ha scivolato nella prima sessione negativa della settimana. Cina e Hong Kong restano sotto pressione mentre Pechino inasprisce le regole sulla leva finanziaria. India e Taiwan mostrano lievi flessioni. La Corea del Sud rappresenta l’eccezione, con una serie notevole di rialzi nonostante il won si stia riprendendo da una lunga discesa. Il segretario al Tesoro americano ha espresso pubblicamente preoccupazione per won e yen, ricordando che le tensioni valutarie non sono mai lontane dalla superficie.