Il dollaro si stabilizza mentre Tokyo intensifica le minacce di intervento

Il biglietto verde mostra un andamento prevalentemente debole, ma il tono consolidativo persiste sui mercati valutari. Lo yen giapponese rappresenta l’eccezione più significativa di questa fase: i funzionari nipponici hanno intensificato notevolmente le loro dichiarazioni, salendo diversi gradini nella scala degli avvertimenti pre-intervento. Il mercato ha inizialmente spinto il dollaro fino a quota JPY159,45 prima che scattassero le prese di profitto, riportando il cambio verso area JPY158,60. Gli operatori percepiscono di muoversi su un terreno instabile, ma molti attendono un eventuale calo indotto dall’intervento per acquistare dollari a prezzi più convenienti.

Mercati obbligazionari e petrolio: un equilibrio delicato

I mercati obbligazionari mostrano una notevole resilienza nonostante il rally dell’11% registrato dal petrolio in cinque sedute. Il rendimento del Treasury decennale statunitense ha sfiorato la soglia del 4,20% nei giorni scorsi, ma attualmente si attesta sotto il 4,15%, ai minimi delle ultime quattro sedute. La debolezza dello yen e l’aumento dei rendimenti dei JGB (titoli di stato giapponesi) procedono di pari passo, ma questo scenario non ha impedito agli indici azionari nipponici di raggiungere nuovi massimi storici.

Focus sulla sessione nordamericana: dati macro e Fed

La sessione nordamericana si preannuncia particolarmente intensa con la pubblicazione dei dati sul PPI (indice dei prezzi alla produzione) e sulle vendite al dettaglio statunitensi. Non meno di cinque funzionari della Federal Reserve interverranno pubblicamente nel corso della giornata.

La decisione della Corte Suprema sui dazi

Oggi rappresenta anche un decision day per la Corte Suprema americana. Sebbene non vengano preannunciati i casi su cui verranno emesse sentenze, è possibile che arrivi il verdetto sulla contestazione dei dazi imposti dal Presidente Trump attraverso i poteri di emergenza. Un rigetto della contestazione, ampiamente atteso dagli analisti, potrebbe risultare inizialmente negativo per obbligazioni e dollaro, ma positivo per i mercati azionari.

Analisi delle principali valute G10

Euro: fase di compressione tecnica

L’inside day di martedì ha neutralizzato il guadagno impulsivo seguito alle ultime sfide all’indipendenza della Federal Reserve. La moneta unica si muove all’interno del range della seduta precedente, oscillando tra $1,1635 e $1,1660. Il massimo di sessione è stato registrato nella tarda mattinata europea. Il quadro tecnico suggerisce un bias ribassista nelle prime ore di contrattazione nordamericana. Il minimo di venerdì scorso, leggermente sotto $1,1620, deve essere violato per estendere il ribasso iniziato alla vigilia di Natale. La media mobile a 200 giorni si colloca intorno a $1,1580, livello che l’euro non ha testato dall’inizio di marzo 2025.

Yen: Tokyo alza il livello di allerta

I funzionari giapponesi hanno scalato ulteriormente i primi gradini della scala di escalation verso l’intervento, con nuovi avvertimenti verbali dai vertici del Ministero delle Finanze. Tuttavia, risulta difficile sostenere che il mercato sia disordinato o eccessivamente volatile. La volatilità realizzata a una settimana si attesta intorno al 6,9%, mentre la volatilità implicita a un mese è circa l’8,2%, ben al di sotto del picco di dicembre (~9,5%) e appena sopra la media mobile a 50 giorni (~8,5%). Il supporto immediato si individua in area JPY158,20.

Sterlina: respinta sotto $1,35

La sterlina britannica è stata respinta ieri davanti alla soglia di $1,35, scivolando fino a circa $1,3425. Ha trovato supporto vicino a $1,3420 e ha recuperato verso $1,3460. Il rischio immediato è di un ritracciamento verso $1,3435.

Dollaro canadese: potenziale verso CAD1,40

Il biglietto verde si è ripreso dal minimo a tre giorni intorno a CAD1,3855, avvicinandosi a CAD1,39. Il dollaro USA ha percorso molta strada dal minimo post-natalizio (~CAD1,3645), ma riteniamo ci sia ancora spazio per un’estensione verso CAD1,3950-CAD1,4000.

Dollaro australiano: mercato indeciso

Dopo aver toccato un massimo a quattro giorni sopra $0,6725, l’Aussie ha invertito la rotta scendendo sotto il minimo di lunedì (~$0,6675). Il mercato sembra privo di convinzione nel breve termine, con il cambio che oscilla tra $0,6680 e poco sopra $0,6700.

Valute emergenti: peso messicano ai minimi da luglio 2024

Peso messicano in forte apprezzamento

Mentre il dollaro si mostrava generalmente più forte, è stato venduto fino a un nuovo minimo da luglio 2024 contro il peso messicano, scendendo sotto MXN17,8150. Opzioni per $820 milioni scadono domani a MXN17,80. Dal punto di vista grafico, c’è poco prima di MXN17,60.

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Yuan offshore: consolidamento dopo i dati commerciali

Seguendo il consolidamento del dollaro piuttosto che i dati commerciali cinesi, il biglietto verde ha raggiunto un massimo a tre giorni contro lo yuan offshore, appena sotto CNH7,9785. La PBOC ha fissato il tasso di riferimento più alto (CNY7,0120 vs CNY7,0103) per la prima volta in quattro sessioni.

Rupia indiana: la RBI interviene

Il dollaro è stato inizialmente spinto al ribasso fino a INR89,98, un minimo a tre giorni, dalle vendite della Reserve Bank of India, ma l’interesse all’acquisto si è rivelato troppo forte e il biglietto verde ha recuperato fino al massimo di ieri (~INR90,3015).

Panoramica degli altri mercati finanziari

Mercati azionari

Le principali borse dell’Asia Pacifico hanno registrato progressi, con il Nikkei in rialzo di quasi l’1,5% a guidare i guadagni. Il CSI 300 cinese ha invece mostrato debolezza, così come i principali indici indiani. Lo Stoxx 600 europeo registra un modesto guadagno, mentre i futures sugli indici USA cedono tra lo 0,35% e lo 0,65%.

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Tassi di interesse

La debolezza dello yen e le prospettive di elezioni anticipate mantengono i JGB sotto pressione. Il rendimento decennale giapponese, al 2,17%, è salito di 11 punti base dalla fine dell’anno scorso. I rendimenti europei sono in leggero calo, con il Gilt decennale in ribasso di quasi due punti base. Il Treasury decennale USA cede quasi tre punti base, attestandosi intorno al 4,15%.

Metalli preziosi ai massimi storici

Oro e argento hanno toccato nuovi record. L’oro ha raggiunto circa $4.640, mentre l’argento ha superato i $91,50.

Petrolio in forte rally

Il WTI con consegna marzo prosegue la sua corsa. Dopo aver scambiato sotto $56 la scorsa settimana, oggi ha sfiorato i $62, il livello più alto da fine settembre.

Dati macroeconomici in agenda

Gli Stati Uniti pubblicano oggi i dati PPI di ottobre e novembre, ma il mercato resta fermamente convinto che la Federal Reserve manterrà i tassi invariati. Le vendite al dettaglio di novembre potrebbero attirare maggiore attenzione: la previsione mediana indica un aumento dello 0,4%, in linea con ottobre. Verrà pubblicato anche il deficit delle partite correnti del terzo trimestre, atteso in contrazione a circa $239 miliardi, il più contenuto dal Q3 2023. I dati TIC mostrano che gli investitori esteri hanno acquistato oltre $360 miliardi netti di azioni e obbligazioni USA nel terzo trimestre.

Cina: surplus commerciale record a $1.190 miliardi

La Cina ha riportato i dati commerciali di dicembre con un surplus salito a $114,15 miliardi, portando il totale annuale a un impressionante $1.190 miliardi. Le esportazioni sono cresciute del 6,6% su base annua, più del doppio delle attese. Le importazioni sono aumentate del 5,7%, contro una previsione dello 0,9%. Nonostante un calo del 20% delle esportazioni verso gli USA, le spedizioni verso l’Europa sono cresciute dell’8,4% e quelle verso il Sud-Est asiatico del 13,4%. Le esportazioni verso l’Africa sono aumentate di oltre il 25%.