Il cambio Euro Dollaro si consolida sotto quota 1,18
Il tasso di cambio EUR/USD non è riuscito a mantenersi stabilmente sopra la soglia di 1,18 nell’ultima settimana, attestandosi intorno a 1,1760 in un contesto di mercati rarefatti per le festività e liquidità ridotta. Nonostante questa fase di consolidamento, la coppia valutaria si avvia a chiudere con un guadagno annuale superiore al 13%, confermando la tendenza rialzista dell’euro nei confronti del biglietto verde.
Le previsioni di Danske Bank per il 2026-2027
Scenario di breve termine neutrale
Secondo gli analisti di Danske Bank, le prospettive di breve periodo per EUR/USD rimangono sostanzialmente neutrali. Tuttavia, la banca danese mantiene una visione costruttiva sull’euro per i prossimi trimestri, prevedendo un progressivo indebolimento del dollaro statunitense nel corso del 2026.
Target price e tempistiche
Le proiezioni indicano un obiettivo di 1,23 per la fine del 2026, con la possibilità di raggiungere questo livello anche nei primi mesi del 2027. Si tratta di un apprezzamento potenziale di circa il 4-5% rispetto ai valori attuali.
Politica monetaria: Fed ed ECB a confronto
Federal Reserve: ulteriori tagli in arrivo
Danske Bank prevede che la Federal Reserve procederà con due ulteriori riduzioni dei tassi di interesse nel corso del 2026. Questa aspettativa di allentamento monetario rappresenta un fattore di pressione sul dollaro, sebbene i mercati abbiano già incorporato nelle quotazioni parte di questi tagli, limitando il margine per ulteriori vendite sulla valuta americana.
BCE: tassi stabili al 2%
In contrasto con la Fed, la Banca Centrale Europea dovrebbe mantenere il tasso sui depositi fermo al 2,00% per tutto il 2026 e il 2027. Questa divergenza nelle politiche monetarie genera uno spostamento netto nei differenziali di rendimento a favore dell’euro, sostenendone le quotazioni.
Fattori strutturali a supporto dell’euro
Rivalutazione degli asset europei
Oltre agli aspetti legati alla politica monetaria, Danske Bank identifica diversi fattori strutturali destinati a sostenere la moneta unica. In particolare, il rafforzamento dei prezzi degli asset europei dovrebbe attrarre flussi di capitale verso l’Eurozona, alimentando la domanda di euro.
Erosione della fiducia nelle istituzioni USA
Un elemento critico per il dollaro riguarda la progressiva perdita di fiducia nelle istituzioni statunitensi. Questo fenomeno, combinato con una modifica dei rapporti di copertura sugli investimenti in asset americani, potrebbe ridurre significativamente il supporto alla valuta USA.
Rischi politici sulla Fed
I rischi per il dollaro potrebbero intensificarsi qualora aumentassero le pressioni politiche sulla Federal Reserve. Eventuali interferenze nell’indipendenza della banca centrale americana rappresenterebbero un segnale negativo per gli investitori internazionali, accelerando potenzialmente il deflusso di capitali dagli Stati Uniti.
Implicazioni per i trader forex
Per gli operatori attivi sul mercato valutario, le previsioni di Danske Bank suggeriscono di monitorare attentamente le decisioni delle banche centrali e i flussi di capitale transatlantici. Una strategia di accumulo graduale di posizioni lunghe su EUR/USD potrebbe risultare appropriata per chi condivide questa visione rialzista sull’euro, tenendo sempre presente l’importanza di una corretta gestione del rischio attraverso stop loss adeguati.