Futures USA in lieve arretramento: mercati in attesa dei dati macro chiave
I futures sugli indici azionari statunitensi hanno aperto la settimana in territorio negativo, con gli operatori che si preparano a una serie di pubblicazioni economiche decisive e a una nuova tornata di trimestrali. Il ritracciamento arriva dopo una settimana particolarmente volatile, conclusa venerdì con un rimbalzo significativo che ha temporaneamente ristabilito la fiducia degli investitori. Nelle prime ore della sessione, i futures sull’S&P 500 registravano un calo dello 0,23%, quelli sul Nasdaq 100 perdevano lo 0,45%, mentre i futures sul Dow Jones scivolavano dello 0,07%. Il movimento ribassista, contenuto nei volumi, è seguito a un potente rally di sollievo che nella sessione precedente aveva spinto il Dow a chiudere sopra quota 50.000 per la prima volta nella storia, sostenuto dal rinnovato interesse verso i titoli tecnologici più penalizzati nelle settimane precedenti.
Il rimbalzo del settore tech: segnale di forza o pausa temporanea?
Il recupero di venerdì ha offerto una boccata d’ossigeno ai titoli software e ai nomi ad alta crescita, che nelle settimane precedenti avevano subito vendite aggressive. L’ETF di riferimento del settore software ha guadagnato il 3,5% in una sola seduta, interrompendo una serie negativa di otto giorni consecutivi. Il movimento è stato amplificato anche dal recupero di Bitcoin, che dopo un brusco calo infrasettimanale è tornato sopra i 70.000 dollari, contribuendo a stabilizzare il sentiment generale.
Il nodo della sostenibilità del rimbalzo
Nonostante il recupero, gli analisti invitano alla cautela. Il comparto software è entrato in territorio di bear market circa due settimane fa, e nelle ultime sessioni ha mostrato una preoccupante incapacità di mantenere i guadagni per più di una o due sedute consecutive. Per un progresso più ampio e duraturo del mercato, sarà necessaria una partecipazione più costante del settore tecnologico, che nelle ultime settimane ha registrato una sottoperformance insolita rispetto ai comparti difensivi e ciclici.
Mercoledì il report sull’occupazione: il vero banco di prova
L’attenzione degli operatori è ora rivolta al report sull’occupazione di gennaio, in programma mercoledì dopo il rinvio causato dallo shutdown governativo. Le aspettative di consenso indicano la creazione di 55.000 nuovi posti di lavoro, un dato che segue la deludente rilevazione ADP sui payroll privati, fermatasi a soli 22.000 unità contro attese ben più elevate. Un dato inferiore alle attese potrebbe rafforzare i timori di un rallentamento della domanda di lavoro più rapido del previsto, alimentando le speculazioni su un possibile intervento anticipato della Federal Reserve sui tassi di interesse. Al contrario, un dato più solido del previsto, soprattutto se accompagnato da pressioni salariali persistenti, potrebbe costringere i mercati a rivedere al rialzo le aspettative sui tassi, penalizzando gli asset di rischio. Con la Fed che mantiene un approccio rigorosamente data-dependent, questo report rappresenta il catalizzatore più importante della settimana per definire la direzione di breve termine dei mercati.
Venerdì l’inflazione CPI: un altro dato cruciale
A completare il quadro macro della settimana, venerdì sarà pubblicato l’indice dei prezzi al consumo (CPI) di gennaio, anch’esso posticipato a causa dello shutdown. Il consenso prevede un incremento annuale del 2,5%, un livello che, se confermato, segnalerebbe un proseguimento del trend di graduale disinflazione.
Scenari possibili
Scenario favorevole: una lettura in linea o inferiore alle attese offrirebbe supporto agli asset di rischio, rafforzando la narrativa di un’inflazione in progressivo rientro verso il target del 2% della Fed. Questo scenario potrebbe riaccendere le scommesse su tagli dei tassi nel corso del 2026. Scenario avverso: un dato superiore alle attese rischierebbe di riaccendere le preoccupazioni inflazionistiche, dopo settimane di repricing sui tassi di interesse che hanno già messo sotto pressione le valutazioni dei titoli growth e del comparto obbligazionario.
Trimestrali della settimana: la rotazione settoriale sotto esame
Oltre ai dati macro, i mercati monitoreranno con attenzione i risultati trimestrali in arrivo questa settimana. Martedì pubblicheranno i conti Coca-Cola e Ford Motor, due nomi che offrono una lettura diretta sulla resilienza dei consumi e sulla domanda industriale — due aree dell’economia che nelle ultime settimane hanno mostrato una tenuta decisamente superiore rispetto ai settori ad alta crescita. Risultati solidi da parte di questi colossi potrebbero alimentare ulteriormente la rotazione settoriale già in atto, con flussi in uscita dal tech e in entrata verso comparti più difensivi e ciclici. Al contrario, dati deludenti potrebbero rimettere in discussione la narrativa di un’economia reale ancora solida.
Analisi tecnica: la media mobile a 50 giorni come livello chiave
Dal punto di vista tecnico, il contratto futures E-mini S&P 500 di marzo si trova in una posizione critica, oscillando attorno alla media mobile a 50 giorni posizionata a 6.934,55 punti. Questo livello rappresenta il campo di battaglia principale per la sessione odierna.
Livelli da monitorare
Al rialzo: un mantenimento stabile sopra la media mobile a 50 giorni costituirebbe un segnale di forza, ma il mercato dovrebbe ancora superare la resistenza intermedia al livello del 50% di ritracciamento a 6.980,25. Questo rappresenta il vero punto di breakout: un superamento convincente di questa soglia aprirebbe la strada verso il massimo storico a 7.043,00. Al ribasso: l’incapacità di mantenere la media mobile a 50 giorni indicherebbe la persistenza di pressioni venditrici, nonostante il rally di venerdì. Una discesa sotto 6.892,50 porterebbe l’E-mini in territorio negativo per l’anno in corso, con un potenziale pullback verso il supporto successivo a 6.865,50.
Prospettive di breve termine: cautela in attesa dei dati
Alla luce del rimbalzo di venerdì e del miglioramento della propensione al rischio, il tono di breve periodo appare moderatamente costruttivo. Tuttavia, la sostenibilità del movimento rialzista dipenderà in larga misura dalla capacità dei dati macroeconomici di questa settimana di confermare un quadro di pressioni economiche in moderazione. Gli operatori dovrebbero aspettarsi un posizionamento prudente e range di negoziazione più ristretti fino a mercoledì, quando il report sull’occupazione fornirà indicazioni più chiare sulla direzione del mercato. In un contesto di elevata incertezza, la gestione del rischio e la disciplina operativa restano elementi fondamentali per navigare questa fase delicata dei mercati finanziari.
