Shopify supera le attese sui ricavi ma il mercato punisce il titolo

Shopify ha pubblicato i risultati del quarto trimestre fiscale che hanno superato le aspettative degli analisti sul fronte dei ricavi e hanno offerto una guidance solida per l’inizio del nuovo anno. Nonostante ciò, il titolo ha registrato un calo superiore al 10% nella sessione successiva alla pubblicazione dei dati, confermando un clima di forte nervosismo sui titoli tecnologici legati al software.

I numeri chiave del trimestre

Ecco il confronto tra i risultati effettivi e le stime degli analisti raccolte da LSEG:

  • Utile per azione: 0,48 dollari (rettificato) contro una stima di 0,51 dollari
  • Ricavi: 3,67 miliardi di dollari contro una stima di 3,59 miliardi di dollari

Se da un lato i ricavi hanno battuto il consensus, l’utile per azione è risultato leggermente inferiore alle previsioni, un elemento che potrebbe aver contribuito alla reazione negativa del mercato.

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Guidance superiore alle attese e buyback da 2 miliardi di dollari

La società canadese di e-commerce ha indicato che prevede una crescita dei ricavi nel primo trimestre nell’ordine del 30% su base annua, un dato significativamente superiore al +25,1% stimato dagli analisti secondo FactSet. Si tratta di un segnale di fiducia importante da parte del management sulla traiettoria di crescita dell’azienda.

Inoltre, il consiglio di amministrazione di Shopify ha approvato un programma di riacquisto di azioni proprie per un valore complessivo di 2 miliardi di dollari, una mossa che in condizioni normali di mercato avrebbe dovuto sostenere il titolo, ma che non è bastata a contrastare il sentiment negativo prevalente nel settore tecnologico.

Il sell-off sui titoli software e la minaccia dell’intelligenza artificiale

Il calo di Shopify si inserisce in un contesto più ampio di vendite generalizzate sui titoli del comparto software, alimentate dai timori crescenti degli investitori riguardo all’impatto potenzialmente dirompente degli strumenti di intelligenza artificiale. Il mercato teme che l’AI possa ridurre la domanda di soluzioni software tradizionali o alterare radicalmente le dinamiche competitive del settore.

La strategia AI di Shopify

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Shopify, che fornisce software per aiutare le aziende a creare e gestire i propri negozi online, ha cercato di posizionarsi in prima linea nell’adozione delle tecnologie AI applicate allo shopping. La società è stata tra i primi partner di OpenAI con il lancio della funzionalità Instant Checkout e ha collaborato con Google per sviluppare un protocollo che definisce come i bot di shopping basati sull’intelligenza artificiale gestiranno le transazioni online su scala globale.

Questa strategia proattiva potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo significativo nel medio-lungo termine, ma al momento il mercato sembra più concentrato sui rischi che sulle opportunità legate all’AI.

Lo shopping natalizio ha trainato i ricavi

I risultati del trimestre sono stati sostenuti dalla stagione degli acquisti natalizi, che secondo Adobe Analytics ha registrato livelli di spesa record nel 2025. La spesa online nel periodo compreso tra il 1° novembre e il 31 dicembre è cresciuta del 6,8% raggiungendo 257,8 miliardi di dollari, superando la previsione iniziale di 253,4 miliardi.

I consumatori si sono dimostrati resilienti nonostante un contesto macroeconomico complesso, caratterizzato da un indebolimento della fiducia dei consumatori, dalle politiche tariffarie dell’amministrazione Trump e da un mercato del lavoro in rallentamento. Il Dipartimento del Commercio statunitense ha riportato che le vendite al dettaglio di dicembre sono rimaste invariate dopo un incremento dello 0,6% a novembre, chiudendo l’anno con una nota più debole rispetto ai mesi precedenti.

Volume lordo delle merci in forte crescita

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Un dato particolarmente positivo riguarda il Gross Merchandise Volume (GMV), ovvero il valore totale delle merci vendute attraverso la piattaforma Shopify. Il GMV è balzato del 29% su base annua raggiungendo 123,8 miliardi di dollari, superando la stima degli analisti di 121,3 miliardi secondo FactSet.

Questa crescita robusta del GMV conferma che la piattaforma continua ad attrarre volumi di transazioni in aumento, un indicatore fondamentale della salute del business sottostante e della capacità di Shopify di espandere la propria quota nel mercato globale dell’e-commerce.

Cosa significa per gli investitori

Il caso Shopify evidenzia una dinamica ricorrente nei mercati attuali: risultati solidi non bastano più a sostenere le valutazioni quando il sentiment di settore è negativo. Gli investitori stanno rivalutando i multipli dei titoli software alla luce dell’incertezza legata all’intelligenza artificiale e al contesto macroeconomico.

Tuttavia, la combinazione di una guidance superiore alle attese, un programma di buyback significativo e una crescita del GMV quasi del 30% suggerisce che i fondamentali di Shopify restano robusti. Per chi opera sui mercati con un orizzonte di medio-lungo termine, il calo del titolo potrebbe rappresentare un’opportunità da monitorare con attenzione, valutando attentamente i livelli tecnici di supporto e l’evoluzione del contesto competitivo nel settore e-commerce.