La Reserve Bank of Australia guida il ciclo restrittivo tra i G10

La Reserve Bank of Australia (RBA) ha sorpreso i mercati diventando la prima banca centrale del G10 ad alzare i tassi di interesse nel 2026. L’istituto ha incrementato il tasso overnight di 25 punti base, portandolo al 3,85%. Sebbene la RBA abbia mantenuto un atteggiamento prudente sulle prospettive future, le sue previsioni macroeconomiche incorporano un ulteriore rialzo entro fine anno, scenario che il mercato ha già quasi completamente scontato per metà 2026.

Clima più disteso sui mercati globali

L’ansia che aveva caratterizzato i mercati finanziari nelle sessioni precedenti si è notevolmente attenuata. I listini azionari hanno registrato rialzi generalizzati, mentre il crollo di oro e argento ha attirato nuovi acquirenti in cerca di opportunità. Il dollaro americano si è leggermente indebolito, anche se la correzione rialzista non sembra ancora conclusa. Le valute dei mercati emergenti hanno mostrato solidità, con la rupia indiana protagonista assoluta dopo l’apertura in gap rialzista seguita all’annuncio dell’accordo commerciale con gli Stati Uniti. Il presidente Trump ha comunicato una riduzione dei dazi dal 25% al 18%, innescando un potente short squeeze che ha spinto la rupia in rialzo di oltre l’1,35%.

Shutdown parziale del governo USA: dati economici a rischio

Lo shutdown parziale del governo americano sta creando disagi nella pubblicazione dei dati economici. Il rapporto JOLTS di oggi è stato rinviato, così come potrebbero esserlo i dati sui nonfarm payrolls di venerdì, complicando l’analisi per trader e investitori.

Analisi delle principali valute G10

EUR/USD sotto pressione

L’euro è stato venduto fino a $1,1780 nella sessione nordamericana, per poi recuperare verso $1,1825 in Asia prima di tornare sui minimi di sessione in Europa. Il ritracciamento del 61,8% del rally partito dal minimo del 19 gennaio (~$1,1575) si colloca intorno a $1,1765, mentre la media mobile a 20 giorni transita a circa $1,1750. Gli indicatori di momentum giornalieri stanno girando al ribasso, segnalando possibili ulteriori ribassi.

USD/JPY chiude il gap

Il dollaro ha colmato il gap contro lo yen creatosi con l’apertura in forte ribasso di lunedì scorso. Il gap era compreso tra JPY155,30 e JPY155,65. Il massimo odierno in Europa ha sfiorato JPY156, con il prossimo obiettivo di ritracciamento vicino a JPY156,50.

Sterlina in correzione

La sterlina è scesa sotto $1,3625, recuperando poi sopra $1,3700 dove i venditori sono intervenuti respingendola verso $1,3650. Il prossimo target di ritracciamento si trova vicino a $1,3535.

Dollaro australiano volatile dopo la RBA

In risposta al rialzo dei tassi, l’Aussie è balzato fino a $0,7050, per poi ritracciare verso $0,7000 nelle prime contrattazioni europee. Gli indicatori di momentum suggeriscono possibili perdite nel breve termine.

Key to Markets Broker ECN

Mercati emergenti: peso colombiano e rupia in evidenza

Il peso colombiano ha guidato i rialzi tra le valute emergenti, balzando del 2,25% dopo l’inatteso rialzo di 100 punti base del tasso overnight al 10,25%, un livello particolarmente elevato considerando un’inflazione intorno al 5,5%. Lo yuan offshore ha toccato nuovi massimi contro il dollaro, con la PBOC che continua a ridurre gradualmente il fixing. Il riferimento odierno è stato fissato a CNY7,9608, il livello più basso da maggio 2023.

Equity e obbligazioni: rally in Asia

Sulla scia del rally di Wall Street, le borse asiatiche hanno registrato performance eccezionali: il Nikkei e il Topix sono saliti oltre il 3%, il Kospi sudcoreano ha guadagnato il 6,8%, mentre i listini indiani hanno chiuso in rialzo di oltre il 2,5%. Lo Stoxx 600 europeo prosegue in territorio positivo. I rendimenti dei titoli di Stato decennali sono in rialzo generalizzato, con il Treasury USA a 10 anni stabile poco sotto il 4,29%.

Materie prime: rimbalzo per oro e argento

L’oro è tornato a salire dopo tre sessioni consecutive di perdite che avevano visto un calo di quasi il 14%. Il metallo prezioso guadagna oltre il 5%, posizionandosi sopra i $4.900. L’argento registra un rimbalzo superiore all’8%, testando l’area degli $86. Il WTI recupera terreno dopo aver toccato un minimo vicino a $61,10, risalendo verso $62,20.

Dati macro in agenda e prospettive

Le vendite di auto USA di gennaio appaiono deboli, con previsioni intorno ai 15,30 milioni di unità su base annualizzata. In Messico, il PMI manifatturiero di gennaio dovrebbe risalire dal 46,1 di dicembre. Per l’eurozona, domani è attesa la stima preliminare dell’inflazione di gennaio, dopo che la Francia ha riportato oggi un tasso armonizzato dello 0,4% anno su anno.