Crollo in borsa per PayPal dopo guidance deludente
Le azioni di PayPal hanno registrato un crollo superiore al 17% nelle contrattazioni pre-market dopo che il colosso dei pagamenti digitali ha diffuso previsioni sugli utili per il 2026 nettamente inferiori alle aspettative degli analisti. Contestualmente, l’azienda ha annunciato la nomina di Enrique Lores, attuale CEO di HP, come nuovo presidente e amministratore delegato. Il consiglio di amministrazione ha comunicato che il ritmo di cambiamento e l’esecuzione strategica sotto la guida dell’attuale CEO Alex Chriss non hanno soddisfatto le aspettative aziendali, portando a questa decisione di vertice.
La transizione alla guida dell’azienda
Il passaggio di consegne
Jamie Miller, Chief Financial Officer di PayPal, assumerà il ruolo di CEO ad interim fino al 1° marzo, data in cui Lores entrerà ufficialmente in carica. Il manager spagnolo lascia HP dopo oltre sei anni alla guida del colosso dell’elettronica di consumo, portando con sé un’esperienza consolidata nella gestione di grandi corporation tecnologiche.
Le sfide ereditate da Chriss
Alex Chriss era stato chiamato a guidare PayPal in un periodo particolarmente complesso, caratterizzato dal calo dei volumi di transazione post-pandemia e dall’intensificarsi della concorrenza nel settore core. I principali competitor includono sia i giganti tecnologici come Apple e Google, sia le nuove realtà fintech che stanno erodendo quote di mercato al leader storico dei pagamenti digitali.
I numeri del quarto trimestre 2025
I risultati finanziari del trimestre natalizio hanno deluso le aspettative di Wall Street su più fronti: Ricavi: 8,68 miliardi di dollari, al di sotto delle stime di 8,80 miliardi Utile per azione adjusted: 1,23 dollari contro attese di 1,28 dollari Volume totale dei pagamenti: 475,1 miliardi di dollari, in crescita del 6% a cambi costanti Questi dati risultano particolarmente significativi considerando che il quarto trimestre rappresenta tradizionalmente il periodo più forte per le società di pagamenti, grazie alla stagione degli acquisti natalizi e alle promozioni stagionali.
Outlook 2026: previsioni sotto le attese
La guidance per l’intero anno fiscale 2026 ha rappresentato il principale catalizzatore negativo per il titolo. PayPal prevede un utile adjusted in calo nella fascia bassa delle singole cifre percentuali, con possibilità di un lieve incremento. Questo scenario si confronta con le aspettative degli analisti, che secondo i dati LSEG stimavano una crescita degli utili intorno all’8%.
Il contesto macroeconomico pesa sui consumi
Il rallentamento della spesa retail rappresenta un fattore critico per PayPal. I consumatori, pressati da tassi di interesse elevati, costo della vita persistentemente alto e segnali di indebolimento del mercato del lavoro, stanno riducendo gli acquisti discrezionali per concentrarsi sui beni di prima necessità. Questo trend, evidenziato anche dai principali retailer e dalle aziende di beni di consumo, riflette un contesto in cui le famiglie gestiscono budget sempre più ristretti.
Il nodo del branded checkout
Rallentamento preoccupante
La crescita del branded checkout online, il segmento a margini più elevati su cui Chriss aveva puntato fortemente, ha subito una brusca decelerazione. Nel quarto trimestre la crescita si è attestata all’1%, rispetto al 6% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. L’azienda ha attribuito questo rallentamento a tre fattori principali: – Debolezza del settore retail statunitense – Venti contrari sui mercati internazionali – Basi di confronto più sfidanti
La minaccia dei Big Tech
Gli investitori monitorano con crescente preoccupazione l’ingresso di colossi come Apple Pay e Google Pay nel business core di PayPal. Nonostante l’azienda sostenga di mantenere performance solide nei prodotti principali, queste pressioni competitive hanno penalizzato il titolo negli ultimi anni.
Le prospettive strategiche
PayPal ha dichiarato di star implementando azioni immediate per ripristinare lo slancio del branded checkout online. La sfida per il nuovo CEO Lores sarà quella di bilanciare la ricerca di una “crescita profittevole” con la necessità di contenere i costi legati all’elaborazione dei pagamenti non brandizzati, mantenendo al contempo la competitività in un mercato sempre più affollato.
