Oro e argento sotto pressione: settimana di forti perdite sui metalli preziosi
Il mercato dei metalli preziosi sta attraversando una fase di elevata volatilità nel 2026, con l’oro che tenta un timido recupero e l’argento che continua a perdere terreno. Dopo una sessione di vendite generalizzate, le quotazioni spot dell’oro si sono attestate a 4.662,51 dollari l’oncia, in rialzo dello 0,3%, mentre i futures sull’oro hanno guadagnato l’1,2% portandosi a 4.662,10 dollari. L’argento spot, al contrario, ha ceduto l’1,7% scivolando a 71,62 dollari l’oncia, oscillando tra territorio positivo e negativo nel corso della mattinata. Su base settimanale, il bilancio è pesantemente negativo: l’oro si avvia a chiudere con un calo di circa il 9%, mentre l’argento rischia di perdere oltre il 10%. Nella sessione precedente, entrambi i metalli avevano subito un crollo di circa il 3% sui prezzi spot, inserendosi in un’ondata di vendite che ha colpito trasversalmente i mercati finanziari globali.
Il conflitto Iran e le oscillazioni del petrolio alimentano l’incertezza
Il principale catalizzatore dell’instabilità sui mercati resta il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, che sta generando forti oscillazioni sul mercato petrolifero. Le fluttuazioni del prezzo del greggio stanno condizionando profondamente il sentiment degli investitori globali, creando un effetto domino su tutte le asset class, inclusi i metalli preziosi. Venerdì i prezzi del petrolio hanno continuato a muoversi in modo erratico, registrando un lieve rialzo dopo aver aperto la sessione in calo. Questo andamento altalenante si riflette direttamente sui mercati azionari: le borse europee hanno faticato a trovare una direzione chiara, mentre i listini asiatici hanno chiuso prevalentemente in ribasso. I futures statunitensi segnalavano un’apertura negativa a Wall Street, dopo aver inizialmente indicato un possibile rimbalzo tecnico.
Perché l’oro sta correggendo dopo il rally record del 2025
Per comprendere l’attuale fase di debolezza, è fondamentale contestualizzarla rispetto alla straordinaria performance del 2025. Lo scorso anno, l’oro ha registrato un rialzo del 66%, mentre l’argento ha messo a segno un impressionante +135%, entrambi raggiungendo massimi storici. Tuttavia, il 2026 si è aperto con un quadro molto diverso: i futures sull’argento hanno subito a fine gennaio il peggior calo giornaliero dagli anni ’80.
Lo smontamento delle posizioni speculative
Arthur Parish, analista specializzato in metalli e settore minerario presso SP Angel, ha spiegato ai microfoni di CNBC che gran parte della volatilità estrema delle ultime settimane è riconducibile allo smontamento di posizioni accumulate durante il rally che ha preceduto i primi attacchi militari statunitensi e israeliani contro l’Iran. “Quel movimento si è completamente invertito, scendendo anche ben al di sotto dei livelli precedenti”, ha dichiarato Parish. “Si tratta in larga parte di operazioni basate sul momentum che si stanno chiudendo.”
Chi ha guidato il rally e chi sta uscendo dal mercato
Parish ha evidenziato un aspetto cruciale della dinamica di mercato: durante la corsa rialzista del 2025, il mercato dell’oro ha attirato investitori generalisti, hedge fund sistematici e una massiccia partecipazione retail. Tuttavia, questo tipo di capitale non è strutturalmente legato a posizioni di lungo termine sull’oro. “Dalla guerra Russia-Ucraina e dal congelamento degli asset russi, le banche centrali hanno accumulato oro in modo costante”, ha sottolineato l’analista. “Sono state loro a guidare la prima fase rialzista di questo ciclo pluriennale. Poi sono arrivati gli investitori occasionali e il retail, attratti dal momentum. Ora stanno uscendo, e probabilmente è proprio ciò che serve affinché l’oro possa avviare una nuova fase di rialzo.”
Oro come copertura: cosa aspettarsi nel medio-lungo termine
Toni Meadows, responsabile investimenti di BRI Wealth Management, ha offerto una prospettiva complementare, ricordando che i prezzi di oro e argento dipendono sia dalla domanda giornaliera sia da quello che ha definito un “premio di paura” incorporato nelle quotazioni. “Non considererei l’oro come una copertura quotidiana rispetto a ogni movimento degli asset rischiosi”, ha precisato Meadows. “Il suo andamento è guidato da trend di lungo periodo, non dal trading basato sulla paura di breve termine.”
Prospettive per gli investitori sui metalli preziosi
L’attuale fase di correzione rappresenta un momento delicato per chi opera sui metalli preziosi. Da un lato, la domanda strutturale delle banche centrali continua a fornire un supporto di fondo alle quotazioni dell’oro. Dall’altro, l’uscita degli investitori speculativi e retail sta generando pressioni ribassiste significative nel breve termine. Per gli operatori del mercato forex e delle materie prime, è essenziale monitorare con attenzione tre fattori chiave: L’evoluzione del conflitto in Medio Oriente e il suo impatto sui prezzi del petrolio, che restano il principale driver della volatilità globale. Le politiche monetarie delle principali banche centrali, in particolare della Federal Reserve, che influenzano direttamente il costo opportunità di detenere oro. I flussi di capitale verso gli ETF auriferi e argentiferi, indicatori affidabili del posizionamento degli investitori istituzionali. La storia dei mercati insegna che le fasi di correzione all’interno di cicli rialzisti pluriennali possono rappresentare opportunità di ingresso per gli investitori con un orizzonte temporale adeguato, a patto di gestire con disciplina il rischio legato all’elevata volatilità attuale.
