Capitalizzazione crypto in calo del 2,5%: il rimbalzo perde slancio

La capitalizzazione complessiva del mercato delle criptovalute ha registrato una contrazione del 2,5% in 24 ore, scendendo a quota 2.270 miliardi di dollari. Si tratta di un livello critico: il mercato era già scivolato brevemente sotto questa soglia venerdì scorso, un evento che non si verificava da oltre un anno e mezzo. Vale la pena ricordare che il trading si era mantenuto stabile in questo range tra marzo e novembre 2024, periodo in cui il mercato aveva consolidato prima della successiva fase rialzista. Il rimbalzo dai minimi di venerdì sta ora perdendo progressivamente forza, aumentando sensibilmente la probabilità di un nuovo test dei minimi a 2.200 miliardi di dollari. In caso di rottura al ribasso, lo scenario più probabile prevede un ulteriore calo del 10% verso l’area dei 2.000 miliardi di dollari, un livello psicologico e tecnico di grande rilevanza.

Bitcoin scende sotto i 67.000$: livelli di supporto da monitorare

Bitcoin è scivolato sotto quota 67.000 dollari, registrando la terza candela giornaliera ribassista consecutiva. Del rimbalzo superiore al 20% dai minimi di venerdì, resta ormai poco più della metà. Il momentum rialzista si è esaurito rapidamente, segnale che la pressione venditrice rimane dominante.

Le aree di supporto chiave per BTC

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Escludendo le oscillazioni estreme dovute a slippage durante le fasi di bassa liquidità, i livelli tecnici da tenere sotto osservazione sono i seguenti: 63.000$ – prima area di supporto significativa, dove potrebbe verificarsi un tentativo di rimbalzo tecnico. 60.000$ – livello psicologico di grande importanza, coincidente con i recenti minimi estremi. Storicamente, le soglie tonde attirano volumi elevati e fungono da calamita per il prezzo. 58.000$ – zona attraversata dalla media mobile a 200 settimane, un indicatore di lungo periodo considerato da molti analisti come l’ultimo baluardo prima di un’inversione strutturale del trend rialzista pluriennale.

BNB sottoperforma il mercato: rischio di un crollo del 50%

BinanceCoin (BNB) sta registrando una performance nettamente peggiore rispetto al mercato complessivo, con un calo di quasi il 6% nelle ultime 24 ore e oltre il 21% nell’arco di sette giorni. Si tratta di un ritmo di discesa circa doppio rispetto a quello di Bitcoin ed Ethereum, un segnale di debolezza relativa preoccupante.

Il quadro tecnico di BNB è particolarmente critico

Sotto la soglia dei 600 dollari, BNB si trova nell’area di supporto dello scorso anno, dove in passato gli acquirenti erano intervenuti con decisione sui ribassi. Tuttavia, la situazione tecnica attuale è significativamente più deteriorata. Nel 2025, i compratori avevano trovato supporto sulla media mobile a 50 settimane, ma quest’anno i venditori hanno spinto il prezzo al di sotto di quella linea già alla fine di gennaio, innescando un’ondata di vendite pesante. Secondo diversi analisti, questo potrebbe essere soltanto il preludio a un ulteriore calo del 50% verso l’area dei 300 dollari, un livello che non si vedeva dalla fase di accumulazione del 2024.

Segnali contrastanti dal mercato: investitori USA tornano, ma la capitolazione non è ancora avvenuta

Il Coinbase Premium Index rimbalza

Secondo i dati di CoinGlass, il Coinbase Premium Index — l’indicatore che misura la deviazione del prezzo di Bitcoin sull’exchange statunitense Coinbase rispetto alla media globale — ha registrato un rimbalzo deciso. Questo suggerisce un ritorno degli investitori americani sul mercato, un fattore storicamente associato a fasi di accumulo istituzionale. Tuttavia, non esiste ancora un segnale chiaro di inversione del trend. Il mercato dei futures su Bitcoin continua a indicare la probabilità di ulteriori ribassi. Secondo l’analisi di Amberdata, gli investitori non hanno ancora raggiunto una vera fase di capitolazione, condizione che storicamente precede i minimi di mercato più significativi.

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BitMine accumula Ethereum in modo aggressivo

BitMine ha acquistato ulteriori 40.000 ETH per un controvalore di circa 83,6 milioni di dollari. La società detiene ora oltre 4,36 milioni di token ETH e ha completato il 72% del suo piano strategico di accumulare il 5% dell’offerta totale di Ethereum sul mercato. Si tratta di una delle operazioni di accumulo più ambiziose nel panorama istituzionale crypto, che potrebbe avere implicazioni rilevanti sulla dinamica di offerta di ETH nel medio-lungo termine.

Aziende quotate con riserve in Solana: perdite non realizzate oltre 1,5 miliardi di dollari

Secondo i dati di CoinGecko, le società quotate che detengono riserve in Solana stanno affrontando perdite non realizzate superiori a 1,5 miliardi di dollari. Le perdite sono concentrate in un ristretto gruppo di aziende americane, le cui azioni hanno subito cali compresi tra il 59% e il 73% negli ultimi sei mesi. Nonostante l’entità delle perdite, queste società non stanno ancora liquidando le proprie posizioni, un elemento che potrebbe rappresentare sia un segnale di fiducia nel lungo periodo sia un potenziale fattore di rischio qualora le condizioni di mercato dovessero deteriorarsi ulteriormente, costringendo a vendite forzate.

Prospettive per il mercato crypto: cosa aspettarsi nelle prossime settimane

Il quadro complessivo del mercato delle criptovalute rimane caratterizzato da elevata incertezza e pressione ribassista. I principali elementi da monitorare nelle prossime settimane includono: La tenuta del supporto a 2.200 miliardi di dollari per la capitalizzazione totale, la cui rottura aprirebbe la strada verso i 2.000 miliardi. Il comportamento di Bitcoin nell’area 60.000-63.000$, dove si concentrano volumi significativi e medie mobili di lungo periodo. L’evoluzione del Coinbase Premium Index e dei flussi istituzionali statunitensi, che potrebbero anticipare un’eventuale inversione. La capacità delle aziende con esposizione a Solana di mantenere le proprie posizioni senza ricorrere a liquidazioni forzate. Per i trader e gli investitori operativi sul mercato crypto, la prudenza resta d’obbligo. La mancata capitolazione degli investitori, evidenziata dai dati di Amberdata, suggerisce che il fondo potrebbe non essere ancora stato raggiunto.