Bitcoin oscilla intorno ai 67.000 dollari dopo il fallimento del rimbalzo

Nella sessione di mercoledì, Bitcoin veniva scambiato a circa 66.975 dollari alle 14:31 ora italiana, confermando la difficoltà della criptovaluta a recuperare terreno dopo il crollo dai massimi storici. La principale valuta digitale si trova in una fase di marcata debolezza, con un calo di circa il 47% rispetto al record storico superiore ai 126.000 dollari toccato nell’ottobre 2025.

La discesa dai massimi storici: cosa è successo

Dopo aver raggiunto il picco storico in autunno, Bitcoin ha intrapreso una traiettoria discendente che si è intensificata nell’ultimo mese. Il 5 febbraio la criptovaluta è scivolata sotto la soglia dei 70.000 dollari, arrivando a toccare un minimo appena sopra i 60.000 dollari, considerato un livello tecnico cruciale dagli analisti. Da quel punto si è verificato un recupero che ha riportato il prezzo sopra i 70.000 dollari, ma il rimbalzo si è rapidamente esaurito. Bitcoin è rimasto intrappolato in un range compreso tra 66.000 e 72.000 dollari, senza riuscire a generare la spinta necessaria per una ripresa più decisa.

Le cause principali della pressione ribassista

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Diversi fattori hanno contribuito alla debolezza dei mercati crypto nelle ultime settimane: Volatilità dei titoli tecnologici statunitensi: le criptovalute continuano a mostrare una forte correlazione con il settore tech di Wall Street. Le turbolenze sui titoli growth hanno trascinato al ribasso anche gli asset digitali. Ondata di liquidazioni forzate: il sell-off del 5 febbraio è stato amplificato da un’ondata massiccia di liquidazioni automatiche. Quando il prezzo di Bitcoin raggiunge determinati livelli, i trader con posizioni a leva vengono costretti a chiudere, innescando un effetto a cascata che accelera la discesa. Questo fenomeno si è tuttavia attenuato nei giorni successivi. Incertezza sulla politica monetaria della Fed: la nomina di Kevin Warsh alla presidenza della Federal Reserve da parte del presidente Donald Trump ha introdotto un elemento di incertezza. Gli investitori stanno valutando se questa scelta possa tradursi in un cambio di rotta nella politica monetaria statunitense, con potenziali implicazioni per gli asset rischiosi. Deflussi dagli ETF su Bitcoin: gli emittenti di ETF spot su Bitcoin, che detengono quantità significative della criptovaluta, hanno effettuato vendite consistenti generando deflussi netti da questi strumenti. Tuttavia, negli ultimi tre giorni si è registrata un’inversione di tendenza, con afflussi netti positivi negli ETF Bitcoin.

Il ciclo quadriennale di Bitcoin: è ancora valido?

Uno dei temi più dibattuti tra gli operatori di mercato riguarda la validità del ciclo quadriennale di Bitcoin, un pattern storico legato all’evento noto come halving. L’halving è un meccanismo programmato nel codice di Bitcoin che si verifica ogni quattro anni e dimezza le ricompense assegnate ai miner. Questo evento riduce progressivamente l’offerta di nuovi Bitcoin immessi sul mercato, creando una compressione dell’offerta che storicamente ha preceduto rally verso nuovi massimi storici, seguiti poi da correzioni significative prima di un nuovo ciclo rialzista. L’ultimo halving si è verificato nell’aprile 2024, e il mercato sta ora attraversando quella che molti analisti interpretano come la fase discendente naturale del ciclo.

Le previsioni degli analisti per il 2026

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Nonostante il dibattito sulla possibile rottura dei pattern storici, diversi esperti ritengono che il ciclo sia ancora pienamente operativo. Steven McClurg, CEO di Canary Capital, ha dichiarato a CNBC: “Il 2026 sarà a mio avviso una fase ribassista del ciclo quadriennale. Abbiamo attraversato diversi cicli di questo tipo dalla nascita di Bitcoin e questo non è diverso dagli altri.” McClurg prevede che Bitcoin possa scendere fino a 50.000 dollari durante l’estate, prima di una ripresa in autunno. Anche Markus Thielen di 10X Research condivide una visione simile, indicando il livello dei 50.000 dollari come possibile target ribassista nel breve-medio termine.

Cosa monitorare nelle prossime settimane

Per gli investitori e i trader che operano sul mercato crypto, i fattori chiave da tenere sotto osservazione includono: Il livello dei 60.000 dollari, considerato un supporto tecnico fondamentale. Una rottura al ribasso potrebbe aprire la strada verso i 50.000 dollari indicati dagli analisti. I flussi degli ETF spot su Bitcoin, che rappresentano un indicatore importante del sentiment istituzionale. Il ritorno degli afflussi netti potrebbe fornire un sostegno al prezzo. Le decisioni di politica monetaria della Fed, in particolare sotto la nuova leadership, che influenzeranno la propensione al rischio degli investitori globali e, di conseguenza, la domanda di asset digitali. L’andamento del settore tecnologico a Wall Street, data la persistente correlazione tra crypto e titoli growth, resta un barometro essenziale per anticipare i movimenti di Bitcoin nel breve periodo.