Big Tech in fase di stallo: i mercati digeriscono il crollo da oltre 1.000 miliardi
Le azioni dei colossi tecnologici statunitensi hanno aperto la settimana in una fase di sostanziale equilibrio, dopo una settimana particolarmente turbolenta che ha cancellato oltre 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato complessiva. Il clima di incertezza è alimentato dalle previsioni di spesa in conto capitale legate all’intelligenza artificiale, che continuano a superare ogni aspettativa e a mettere sotto pressione le valutazioni dei titoli tecnologici. Nelle contrattazioni pre-market di lunedì, Oracle registrava un rialzo dell’1,6% e Microsoft guadagnava lo 0,8%. Sul fronte opposto, Meta cedeva lo 0,2%, Amazon restava invariata, Alphabet perdeva lo 0,5% e Nvidia arretrava dello 0,9%, dopo aver messo a segno un rimbalzo del 7,9% nella seduta di venerdì.
Spesa in conto capitale AI: numeri che superano il PIL di intere nazioni
Il nervosismo dei mercati è scaturito dalle trimestrali dei giganti tecnologici, che hanno rivelato un’accelerazione senza precedenti degli investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Amazon, Alphabet, Microsoft e Meta hanno riportato una spesa in conto capitale combinata di circa 120 miliardi di dollari nel solo quarto trimestre. Il dato più impressionante riguarda le proiezioni per il 2026: la spesa complessiva potrebbe avvicinarsi ai 700 miliardi di dollari, una cifra superiore al prodotto interno lordo di paesi come gli Emirati Arabi Uniti, Singapore e Israele. Si tratta di un ordine di grandezza che ridefinisce completamente il panorama degli investimenti tecnologici globali e che solleva interrogativi legittimi sulla sostenibilità di questa corsa agli armamenti digitali.
I “Magnificent 7” vivono la peggior settimana da aprile
Secondo Jim Reid, responsabile della ricerca macro globale di Deutsche Bank, la scorsa settimana è stata la peggiore per i titoli dei “Magnificent 7” dallo scorso aprile, quando le tensioni legate ai dazi statunitensi avevano provocato un crollo del 4,66% per il gruppo. Segnali di ripresa si sono tuttavia manifestati nella chiusura settimanale: i Magnificent 7 hanno registrato un rialzo complessivo dello 0,45% venerdì, nonostante il calo del 5,55% di Amazon, che ha pesato significativamente sulla performance del gruppo.
Il nodo della guidance sulle spese in conto capitale
David Lefkowitz, responsabile equity statunitensi presso UBS Financial Services, ha evidenziato come i mercati abbiano reagito negativamente alle indicazioni di spesa in conto capitale di Amazon e Alphabet, risultate “ben al di sopra” delle aspettative di consenso. Questo dato ha oscurato la crescita del segmento cloud, che per entrambe le società è risultata superiore alle previsioni degli analisti. Il paradosso è evidente: le aziende stanno crescendo più del previsto nei ricavi cloud, ma stanno anche spendendo molto più del previsto per sostenere quella crescita, comprimendo i margini attesi e generando incertezza tra gli investitori.
Jensen Huang difende la corsa agli investimenti in AI
Il CEO di Nvidia, Jensen Huang, ha preso posizione a favore dell’escalation degli investimenti, dichiarando a CNBC che le spese in conto capitale del settore tecnologico per le infrastrutture AI sono pienamente giustificate dalla domanda di potenza di calcolo, definita “alle stelle”. Una posizione comprensibile, considerando che Nvidia è il principale beneficiario di questa ondata di investimenti, fornendo i chip GPU che alimentano i data center di nuova generazione.
Le prospettive secondo gli analisti: la spesa degli hyperscaler è destinata a crescere
Justin Post, analista di Bank of America Securities, ha sottolineato come i margini in espansione delle società cloud si accompagnino a una “potenziale volatilità azionaria” in un contesto macroeconomico sfidante. Tuttavia, ha aggiunto che i team di gestione appaiono fiduciosi nella capacità di prevedere la domanda e nell’utilizzo completo della capacità installata nel corso del 2026. Morgan Stanley ha offerto una prospettiva ancora più rialzista in una nota pubblicata lunedì mattina, prevedendo ulteriori pressioni al rialzo sulle stime di spesa in conto capitale degli hyperscaler. La banca d’affari ha citato diversi fattori a supporto di questa tesi:
- La crescita esponenziale dei token elaborati mensilmente
- L’accelerazione dei ricavi cloud aggregati di Google Cloud Platform, AWS e Azure
- L’espansione degli impegni per nuovi data center
- La domanda in accelerazione segnalata dai fornitori di componenti per data center
Cosa significa per gli investitori nel 2026
Il quadro che emerge è quello di un settore tecnologico a un bivio cruciale. Da un lato, la domanda di servizi AI e cloud computing continua a crescere a ritmi sostenuti, validando le strategie aggressive di investimento dei Big Tech. Dall’altro, l’entità delle spese in conto capitale sta raggiungendo livelli che mettono a dura prova la pazienza degli investitori, abituati a margini elevati e generazione di cassa abbondante. Per chi opera sui mercati finanziari, il messaggio chiave è che la volatilità sui titoli tecnologici potrebbe restare elevata per tutto il 2026, man mano che il mercato cercherà di valutare se i massicci investimenti in AI si tradurranno effettivamente in ritorni proporzionati. La capacità delle aziende di dimostrare una monetizzazione concreta dell’intelligenza artificiale sarà il fattore discriminante tra un consolidamento temporaneo e una correzione più profonda.
