Wall Street in attesa: utili e inflazione al centro della scena
I mercati azionari statunitensi si trovano in una fase di cauto ottimismo, con i futures su Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq tutti in territorio positivo, seppur con rialzi contenuti. Gli investitori si preparano a una nuova ondata di risultati trimestrali e, soprattutto, al dato cruciale sull’inflazione in arrivo domani. Il sentiment non è euforico, ma decisamente più stabile rispetto a 24 ore fa, quando l’incertezza dominava le contrattazioni. Il rapporto sull’occupazione pubblicato mercoledì ha contribuito a rasserenare il clima: 130.000 nuovi posti di lavoro creati a gennaio, tasso di disoccupazione in calo al 4,3% e salari sostanzialmente stabili. Dati sufficienti a dissipare i timori di un rallentamento economico imminente, senza però alimentare preoccupazioni di surriscaldamento. Nelle ultime settimane i mercati hanno oscillato tra questi due estremi, e per il momento i numeri suggeriscono una traiettoria intermedia.
Il rebus dei tassi di interesse: la Fed resta al centro
Un mercato del lavoro meno solido di quanto appaia
Se da un lato i dati occupazionali hanno rassicurato, dall’altro hanno complicato significativamente le aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve. I trader hanno ridimensionato le previsioni di tagli dei tassi nel breve termine: alcuni ora collocano il primo intervento a luglio anziché a giugno, e le probabilità che la Fed mantenga i tassi invariati sono aumentate sensibilmente. Tuttavia, come sottolineano gli analisti di ING, il quadro occupazionale è meno robusto di quanto il dato headline suggerisca. Le revisioni annuali, consuete con il rilascio di gennaio, hanno di fatto cancellato gran parte dei guadagni occupazionali degli ultimi tre anni al di fuori del settore pubblico, dell’ospitalità e della sanità ed educazione privata. In sostanza, ampi settori dell’industria, della finanza, della tecnologia e del commercio al dettaglio stanno perdendo posti di lavoro. La crescita è quindi fortemente concentrata in pochi comparti, mentre indicatori anticipatori come il calo delle offerte di lavoro e le intenzioni di assunzione più deboli segnalano un raffreddamento marcato del mercato del lavoro.
L’inflazione come prossimo catalizzatore
Il prossimo appuntamento chiave è il Consumer Price Index (CPI), atteso domani. Gli economisti prevedono un’inflazione in moderato rallentamento al 2,5% su base annua, in discesa dal 2,7% precedente. Un dato in linea con le attese rafforzerebbe la narrativa di un graduale rientro verso l’obiettivo del 2% della Fed, mantenendo viva la prospettiva di almeno un taglio dei tassi entro fine anno — una convinzione che continua ad alimentare il rally dell’equity. Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei Treasury sono leggermente scesi nelle contrattazioni asiatiche ed europee, riflettendo cautela nonostante i solidi dati sul lavoro. Anche il dollaro si è indebolito, segnale che i mercati valutari non sono pienamente convinti di un’accelerazione dell’economia statunitense. Gli investitori, in sostanza, attendono conferme.
Trimestrali: il mercato non perdona
Battere le stime non basta più
La vera volatilità in questa fase arriva dai risultati societari, e il messaggio è inequivocabile: superare le stime sugli utili non è più sufficiente. Le aziende devono contemporaneamente difendere i margini, giustificare gli investimenti in conto capitale, spiegare la propria esposizione all’intelligenza artificiale e rassicurare gli investitori sulle prospettive per il resto del 2026. Qualsiasi debolezza percepita può cancellare mesi di guadagni in una singola seduta.
Vincitori e vinti dell’ultima tornata
I risultati più recenti illustrano perfettamente questa dinamica spietata: AppLovin ha superato le aspettative, eppure le azioni sono crollate nel pre-market a causa dei timori legati all’intensificarsi della concorrenza e all’impatto dell’intelligenza artificiale sul suo modello di business. Cisco ha registrato ricavi superiori alle attese, trainati dalla domanda legata alle infrastrutture AI, ma il titolo ha ceduto terreno dopo che i margini hanno deluso e dopo un forte rally accumulato nei mesi precedenti. Applied Materials è scivolata in seguito a un accordo da 252 milioni di dollari con il Dipartimento del Commercio statunitense per esportazioni illegali di apparecchiature per chip verso la Cina. Sul versante positivo, Howmet Aerospace è salita dopo aver proiettato utili del primo trimestre superiori alle attese, mentre Novocure ha registrato un balzo significativo dopo l’approvazione da parte della FDA di un trattamento per il cancro al pancreas.
Intelligenza artificiale: dalla fase dell’entusiasmo a quella del dubbio
La questione dell’AI continua a dominare le dinamiche di mercato senza trovare una risposta definitiva. Nell’ultimo anno gli investitori hanno premiato i beneficiari più evidenti — produttori di chip, giganti del cloud, hyperscaler — ma ora stanno iniziando a indagare gli effetti di secondo ordine. Gli investimenti in conto capitale delle Big Tech sono proiettati a raggiungere livelli senza precedenti nei prossimi anni, e le implicazioni contabili stanno già sollevando interrogativi. I massicci investimenti in data center e chip specializzati si tradurranno in costi di ammortamento crescenti che potrebbero offuscare gli utili futuri. Il mercato si sta ora chiedendo quali settori saranno rafforzati dall’AI e quali minacciati. Società software, operatori dei servizi finanziari, editori e altri comparti hanno tutti avvertito scosse nelle ultime settimane. I titoli si muovono non solo sulla base dei fondamentali, ma anche sulla speculazione riguardo a come gli algoritmi potrebbero ridisegnare interi modelli di business. La paura non riguarda tanto i profitti di oggi, quanto la rilevanza di domani.
Geopolitica e politica commerciale: tensioni sotto controllo, per ora
Sullo sfondo, il quadro geopolitico e le politiche commerciali restano fattori da monitorare con attenzione. La Camera dei Rappresentanti ha approvato con margine risicato una mozione di disapprovazione sui dazi imposti al Canada, un rimprovero simbolico alla politica commerciale del presidente Trump, anche se il destino finale del provvedimento resta incerto. Parallelamente, secondo alcune indiscrezioni, Stati Uniti e Cina potrebbero estendere la tregua commerciale fino a un anno, con un possibile incontro tra i leader a Pechino in primavera. Le tensioni commerciali, in altre parole, non si stanno intensificando — almeno per il momento. Questo equilibrio fragile contribuisce al clima di attesa prudente che caratterizza i mercati in questa fase, dove ogni dato macroeconomico e ogni trimestrale possono spostare rapidamente gli equilibri.
