La Dottrina Monroe Rivisitata: Un Nuovo Corso nella Politica Estera USA

L’amministrazione Trump ha inaugurato una fase inedita nella politica estera americana, riportando in auge i principi della Dottrina Monroe attraverso quella che gli analisti hanno ribattezzato “Dottrina Donroe”. Nel corso del 2025, Washington ha condotto centinaia di operazioni militari in sette paesi diversi, dallo Yemen alla Nigeria, segnando un ritorno deciso all’interventismo diretto. Il 2026 si è aperto con la rimozione forzata del leader venezuelano Maduro e con minacce esplicite riguardo l’acquisizione della Groenlandia, accompagnate da pressioni continue su Iran e Cuba. Il messaggio è inequivocabile: le sfere di influenza non rappresentano limiti al potere, ma strumenti attraverso cui il potere viene esercitato.

Conseguenze sulle Relazioni Transatlantiche

Nonostante il successivo ammorbidimento della retorica americana e il ritiro delle minacce tariffarie verso alcuni paesi europei, il danno alla fiducia tra alleati appare profondo. Il Primo Ministro canadese Carney, intervenendo a Davos, ha parlato apertamente di una rottura dell’ordine mondiale precedente, trovando ampia risonanza tra i leader presenti. Particolarmente significativi sono stati i rapporti secondo cui l’amministrazione Trump avrebbe intavolato colloqui con funzionari dell’Alberta per favorire una possibile secessione dalla federazione canadese.

Mercato Valutario: Volatilità e Interventi Verbali

In sole quattro sessioni di fine gennaio, l’amministrazione americana ha generato turbolenze significative sul mercato forex:

  • Il Dipartimento del Tesoro, attraverso la Federal Reserve, ha apparentemente condotto una forma di intervento verbale per indebolire il dollaro
  • Il Presidente Trump ha dichiarato che il “dollaro è forte” senza mostrare preoccupazione per il suo scivolamento
  • Il Segretario al Tesoro Bessent ha ribadito alla CNBC che gli USA favoriscono sempre un dollaro forte

Questa sequenza contraddittoria ha alimentato le speculazioni su un possibile nuovo accordo tipo Plaza, coerente con gli obiettivi di tassi più bassi e maggiori esportazioni. La nomina dell’ex Governatore Fed Kevin Warsh come successore di Powell ha tuttavia innescato una correzione al rialzo del biglietto verde.

Prospettive sui Tassi di Interesse

Le proiezioni economiche di dicembre mostrano una Fed divisa, con una mediana che prevede un solo taglio dei tassi nel 2026. I futures sui Fed funds scontano invece due tagli, mentre alla fine del 2025 si prezzava circa il 33% di probabilità di un terzo intervento.

Europa: La Strategia degli Accordi Commerciali

Mentre gli Stati Uniti privilegiano la leva militare, l’Europa esercita silenziosamente il proprio potere economico. Dopo venticinque anni di negoziati, l’UE ha approvato a gennaio l’accordo commerciale con il Mercosur, creando un’area di libero scambio di circa 700 milioni di persone, in attesa di ratifica parlamentare.

Riavvicinamento con Cina e India

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A metà gennaio, UE e Cina hanno concordato un framework per le importazioni di veicoli elettrici, sostituendo i dazi punitivi con impegni sui prezzi minimi. Dopo aver imposto tariffe superiori al 30% sui veicoli elettrici cinesi nel 2024, Bruxelles ha scelto la competizione gestita rispetto alla guerra commerciale. Le esportazioni cinesi di EV verso l’Europa sono aumentate significativamente nel 2025, e la fabbrica ungherese di BYD produrrà presto veicoli interamente all’interno del mercato unico, integrando le aziende cinesi nella base industriale europea. L’ironia è evidente: l’unilateralismo di Trump ha accelerato quel sistema commerciale multipolare che l’amministrazione pubblicamente rifiuta.

Giappone: Tra Elezioni Anticipate e Pressioni Valutarie

Il Primo Ministro Sanae Takaichi, forte di solidi indici di gradimento, ha convocato elezioni anticipate per febbraio per consolidare una maggioranza fragile. La scommessa è rischiosa: comprime i tempi del bilancio e limita le opportunità di dialogo con Trump prima della sua attesa visita in Cina.

Il Dilemma della Bank of Japan

La Bank of Japan si trova in una posizione complessa. I mercati prevedono modesti rialzi dei tassi nel 2026, nonostante una crescita ancora fragile. Lo scivolamento dello yen verso quota 160 per dollaro rischia di riaccendere l’inflazione da importazioni, ma una stretta aggressiva minaccerebbe la domanda interna. Più che pressioni politiche, sono l’economia fragile, i deboli guadagni salariali e le pressioni sui prezzi in moderazione a guidare la cautela della BOJ.

Il Dollaro USA: Analisi e Prospettive

Il Dollar Index si attesta intorno a quota 97, circa l’11,5% sotto i massimi del 2025. Le nostre proiezioni indicano un potenziale verso l’area 88,00-90,00 nel corso dell’anno. Con la Fed in stallo e i rendimenti reali in calo, il dollaro ha perso il suo premio di politica monetaria. Il rumore fiscale e le pressioni politiche sulla banca centrale accelerano questa erosione.

Implicazioni Globali della Debolezza del Dollaro

La debolezza del biglietto verde non rappresenta una valvola di sfogo pulita:

  • Per Europa e Giappone: offre sollievo temporaneo alla competitività ma complica le dinamiche inflazionistiche
  • Per i mercati emergenti: il finanziamento in dollari più economico allevia lo stress sui bilanci ma espone a inversioni brusche
  • Per gli USA: eventuali benefici all’export arrivano insieme a prezzi di importazione più elevati

Indice Valutario Mondiale Bannockburn

L’indice Bannockburn, un paniere ponderato per PIL delle valute delle dodici maggiori economie, è salito per il terzo mese consecutivo. Il guadagno di quasi 1,10% a gennaio rappresenta la migliore performance mensile da aprile scorso.

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Performance delle Valute G10

Tutte le componenti G10 si sono apprezzate contro il dollaro a gennaio:

  • Dollaro australiano: +5,25% (la migliore performance)
  • Euro: +1,3% (la più contenuta)
  • Yen giapponese: +1,4% grazie all’intervento verbale delle autorità

Valute dei Mercati Emergenti

La maggior parte delle valute emergenti nell’indice è salita a gennaio, con due eccezioni:

  • Rupia indiana: -2,3% nonostante gli interventi della banca centrale
  • Won sudcoreano: -0,4%

Il real brasiliano è stato il più forte (+4,6%), seguito dal peso messicano (+3,85%) e dal rublo russo (+3,50%).

Analisi Dettagliata per Valuta

Euro (EUR/USD)

L’euro ha seguito un trend ribassista nella prima metà di gennaio, ritracciando gran parte del rally iniziato a fine novembre. La ripresa è accelerata con le tensioni sulla Groenlandia e i commenti di Trump sul forex. Livelli chiave:

  • Spot: $1,1850
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  • Forward a un mese: $1,1867
  • Volatilità implicita: 7,3%

Le nostre proiezioni indicano potenziale verso $1,2260-$1,2350, con possibile estensione a $1,25 nel corso dell’anno.

Yen Giapponese (USD/JPY)

L’intervento verbale coordinato tra autorità giapponesi e Tesoro USA ha innescato uno short squeeze del 4% in tre sessioni, portando il dollaro da quasi 159 a circa 152 yen. Livelli chiave:

  • Spot: JPY154,80
  • Forward a un mese: JPY154,40
  • Volatilità implicita: 9,9%

Prevediamo un recupero del dollaro verso l’area JPY155,50-156,50 a inizio febbraio.

Sterlina Britannica (GBP/USD)

La sterlina è salita dell’1,8% a gennaio, raggiungendo quasi $1,38, il livello più alto da ottobre 2021. Con un’inflazione al 3,4% (la più alta del G10) e una crescita dello 0,1% nel Q4 2025, la Bank of England rimane in attesa. Livelli chiave:

  • Spot: $1,3865
  • Forward a un mese: $1,3685
  • Volatilità implicita: 7,3%

Proiezione annuale: $1,4000-$1,4250, con possibile correzione verso $1,3550-$1,3650.

Dollaro Canadese (USD/CAD)

Il dollaro canadese ha recuperato completamente nella seconda metà di gennaio. Il Premier Carney sta cercando di diversificare il commercio, riparare i rapporti con la Cina e integrarsi maggiormente con l’Europa. Livelli chiave:

  • Spot: CAD1,3620
  • Forward a un mese: CAD1,3585
  • Volatilità implicita: 6,1%

La Bank of Canada ha mantenuto il tasso al 2,25%, prevedendo crescita dell’1,1% e CPI al 2,1% per quest’anno.

Dollaro Australiano (AUD/USD)

L’aussie ha registrato un inizio 2026 eccezionale, con un apprezzamento del 4,8% a gennaio dopo il +7,8% del 2025. Dati migliori delle attese e commenti hawkish della RBA alimentano speculazioni su un rialzo dei tassi a febbraio. Livelli chiave:

  • Spot: $0,6965
  • Forward a un mese: $0,6970
  • Volatilità implicita: 10,5%

Dopo il meeting RBA del 3 febbraio, prevediamo prese di profitto verso $0,6880-$0,6900.

Peso Messicano (USD/MXN)

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Il peso ha esteso il rally del 2025 (+15,7%) con un ulteriore +3,8% a gennaio, toccando i migliori livelli da giugno 2024. L’attrattività della regione con tassi elevati e esposizione alle commodity sostiene la valuta. Livelli chiave:

  • Spot: MXN17,4605
  • Forward a un mese: MXN17,5040
  • Volatilità implicita: 9,5%

La banca centrale messicana si riunisce il 5 febbraio e dovrebbe mantenere il tasso al 7,0%.

Yuan Cinese (USD/CNY)

Le autorità cinesi hanno orchestrato un modesto apprezzamento dello yuan, fissando ripetutamente il reference rate sotto CNY7,00 per la prima volta dal 2023. Gennaio ha segnato il sesto mese consecutivo di apprezzamento contro il dollaro. Livelli chiave:

  • Spot: CNY6,9570
  • Forward a un mese: CNY6,9625
  • Volatilità implicita: 4,7%

La PBOC ha indicato margini per ulteriori tagli dei tassi e dei requisiti di riserva, iniettando un ammontare record di fondi nel sistema bancario attraverso facility a lungo termine.

Scenario di Rischio per il Q1 2026

Il primo trimestre 2026 si configura meno come un periodo di attesa che di accettazione. Le banche centrali sono in pausa non perché le condizioni siano favorevoli, ma perché il margine di errore è sottile. Europa e Canada stanno consolidando relazioni commerciali per ridurre la vulnerabilità agli shock americani e cinesi. Il Giappone cerca stabilità politica e un’uscita credibile dalla politica ultra-accomodante. Washington equipara l’attività alla strategia all’estero mentre la coerenza politica si sfilaccia internamente. Il rischio non è che qualcosa si rompa improvvisamente, ma che nulla lo faccia — e che la paralisi venga scambiata per stabilità in un mondo che è tutt’altro che stabile.