Le opzioni rappresentano uno degli strumenti finanziari più versatili e potenti a disposizione dei trader e investitori. Offrono possibilità uniche di generare reddito, proteggere portafogli, speculare con leva controllata e costruire strategie sofisticate con profili rischio-rendimento personalizzati.
Questa guida analizza in profondità cosa sono le opzioni call e put, come funzionano i parametri fondamentali (strike price, scadenza, premio), quali sono i rischi e le opportunità, e le strategie operative più efficaci per utilizzarle nel trading reale.
Cosa Sono Le Opzioni
Un’opzione è un contratto che conferisce al compratore il diritto (ma non l’obbligo) di acquistare (opzione call) o vendere (opzione put) un asset sottostante a un prezzo predeterminato (strike price) entro o alla data di scadenza.
Gli elementi chiave che distinguono le opzioni da altri strumenti finanziari sono l’asimmetria del diritto: il compratore ha il diritto ma non l’obbligo di esercitare. Il venditore invece ha l’obbligo di onorare il contratto se il compratore esercita. Il premio: il compratore paga un importo iniziale (premio) al venditore per acquisire questo diritto. Il premio è il prezzo dell’opzione ed è l’unico importo che il compratore può perdere al massimo. La leva intrinseca: le opzioni permettono di controllare posizioni grandi con capitale relativamente piccolo.
Le opzioni si dividono in due stili principali: opzioni americane possono essere esercitate in qualsiasi momento prima della scadenza (tipiche su azioni USA, più flessibili). Opzioni europee possono essere esercitate solo alla scadenza (tipiche su indici europei, meno flessibili ma pricing più semplice).
Opzioni Call: Il Diritto Di Acquistare
Un’opzione call conferisce al possessore il diritto di acquistare l’asset sottostante al prezzo di strike entro la scadenza. Il compratore della call è “long call” (posizione rialzista), paga il premio, ha rischio limitato al premio, profitto potenzialmente illimitato se il sottostante sale. Il venditore della call è “short call” (posizione ribassista o neutra), incassa il premio, ha rischio potenzialmente illimitato se il sottostante sale, profitto limitato al premio incassato.
Esempio Pratico Call
Azione Apple trading a 180$. Trader compra 1 call Apple strike 185$ scadenza 30 giorni, premio 4$ per azione. Contratto standard = 100 azioni, quindi costo totale = 4$ × 100 = 400$.
Scenari possibili alla scadenza: Scenario 1 – Apple a 200$. La call è In The Money (ITM) di 15$ (200 – 185). Il trader esercita, comprando 100 azioni a 185$ (valore di mercato 200$). Profitto: (200 – 185) × 100 – 400 premio = 1.500$ – 400$ = 1.100$ netti. Return: +275% sul premio investito. In alternativa, il trader può vendere la call sul mercato a circa 15$ (valore intrinseco), incassando 1.500$ – 400$ = 1.100$ senza esercitare.
Scenario 2 – Apple a 180$. La call è Out of The Money (OTM). Esercitare non ha senso (comprare a 185$ qualcosa che vale 180$). Il trader lascia scadere l’opzione. Perdita: 400$ (100% del premio pagato). Scenario 3 – Apple a 189$. La call è ITM di 4$ (189 – 185). Profitto teorico: 4$ × 100 = 400$. Ma il premio pagato era 400$. Risultato: Break-even (0$ profitto/perdita). Il punto di pareggio è strike + premio = 185$ + 4$ = 189$.
Quando Comprare Call
Le call sono adatte quando si ha view fortemente rialzista su un asset, si vuole leva significativa con capitale limitato, si vuole limitare rischio al premio pagato (invece di comprare azioni con capitale pieno), si prevede movimento significativo nel breve-medio termine.
Vantaggi vs comprare azioni: capitale richiesto molto inferiore (400$ per call vs 18.000$ per 100 azioni Apple), rischio limitato definito a priori, leva implicita amplifica ritorni percentuali. Svantaggi: time decay (ogni giorno che passa l’opzione perde valore se il prezzo non si muove), necessità di movimento significativo per profittabilità (non basta che Apple salga da 180 a 185, serve 189+ per profit), scadenza limita il timeframe (se hai ragione ma “troppo presto”, perdi comunque).
Opzioni Put: Il Diritto Di Vendere
Un’opzione put conferisce al possessore il diritto di vendere l’asset sottostante al prezzo di strike entro la scadenza. Il compratore della put è “long put” (posizione ribassista), paga il premio, ha rischio limitato al premio, profitto potenzialmente grande se il sottostante crolla (limitato a strike – 0, perché il prezzo non può andare sotto zero). Il venditore della put è “short put” (posizione rialzista o neutra), incassa il premio, ha rischio significativo se il sottostante crolla, profitto limitato al premio incassato.
Esempio Pratico Put
Indice S&P500 a 4.500 punti. Trader compra 1 put S&P500 strike 4.400 scadenza 45 giorni, premio 65 punti. Contratto = 50$ per punto, quindi costo = 65 × 50$ = 3.250$.
Scenari possibili alla scadenza: Scenario 1 – S&P500 a 4.200. La put è ITM di 200 punti (4.400 – 4.200). Profitto: 200 × 50$ – 3.250$ premio = 10.000$ – 3.250$ = 6.750$ netti. Return: +208% sul premio investito. Scenario 2 – S&P500 a 4.600. La put è OTM. Esercitare non ha senso (vendere a 4.400 qualcosa che vale 4.600). Il trader lascia scadere. Perdita: 3.250$ (100% del premio). Scenario 3 – S&P500 a 4.335. La put è ITM di 65 punti. Profitto: 65 × 50$ = 3.250$. Ma premio pagato 3.250$. Risultato: Break-even. Punto di pareggio = strike – premio = 4.400 – 65 = 4.335.
Quando Comprare Put
Le put sono adatte quando si ha view ribassista su asset o mercato, si vuole protezione (hedging) su portafoglio azionario esistente, si prevede volatilità o crash imminente, si vuole alternativa allo short selling (che ha rischi illimitati).
Vantaggi vs short selling: rischio limitato al premio (short selling ha rischio teoricamente infinito), non serve margine significativo, funziona come “assicurazione” se combinata con long equity. Svantaggi: time decay lavora contro (ogni giorno costa valore), serve movimento significativo per profittabilità, scadenza limita durata della “scommessa”.
Strike Price: La Chiave Del Valore
Lo strike price è il prezzo al quale l’opzione può essere esercitata. La scelta dello strike determina costo dell’opzione, probabilità di profitto, profilo rischio-rendimento.
Classificazione ITM, ATM, OTM
Per le call: In The Money (ITM) = strike < prezzo corrente. Esempio: call strike 175 con azione a 180 (già conveniente esercitare). At The Money (ATM) = strike ≈ prezzo corrente. Esempio: call strike 180 con azione a 180. Out of The Money (OTM) = strike > prezzo corrente. Esempio: call strike 190 con azione a 180 (non conveniente esercitare ora).
Per le put: ITM = strike > prezzo corrente. Esempio: put strike 190 con azione a 180. ATM = strike ≈ prezzo corrente. OTM = strike < prezzo corrente. Esempio: put strike 170 con azione a 180.
Trade-off Nella Scelta Dello Strike
Opzioni ITM: premio alto (contengono già valore intrinseco), alta probabilità di rimanere ITM alla scadenza, minore leva percentuale, minore rischio ma minore reward. Opzioni ATM: premio medio, probabilità 50% circa di finire ITM, buon bilanciamento rischio-reward, le più scambiate. Opzioni OTM: premio basso (solo valore temporale), bassa probabilità di finire ITM, massima leva percentuale, alto rischio ma altissimo reward potenziale (lottery tickets).
Esempio comparativo su Apple a 180$: Call strike 170 (ITM): premio 12$. Serve movimento a 182+ per profit. Return se Apple va a 200: (200-170) – 12 = 18$ profit su 12$ investiti = +150%. Call strike 180 (ATM): premio 5$. Serve movimento a 185+ per profit. Return se Apple va a 200: (200-180) – 5 = 15$ profit su 5$ investiti = +300%. Call strike 190 (OTM): premio 1,50$. Serve movimento a 191,50+ per profit. Return se Apple va a 200: (200-190) – 1,50 = 8,50$ profit su 1,50$ investiti = +567%.
L’OTM offre leva massima ma richiede movimento più grande. L’ITM è più “sicura” ma meno esplosiva.
Scadenza e Time Decay
Ogni opzione ha una data di scadenza. Il valore temporale dell’opzione (componente del premio oltre al valore intrinseco) decade progressivamente verso zero man mano che ci si avvicina alla scadenza.
Componenti Del Premio
Premio Opzione = Valore Intrinseco + Valore Temporale. Valore Intrinseco: quanto l’opzione è ITM (zero se ATM o OTM). Valore Temporale: valore della possibilità che l’opzione diventi ITM (o più ITM) prima della scadenza.
Esempio: Apple a 180$, call strike 175 scadenza 60 giorni, premio 8$. Valore intrinseco = 180 – 175 = 5$. Valore temporale = 8 – 5 = 3$ (il “premio di tempo” per 60 giorni).
Theta: Il Nemico Del Compratore
Il theta misura quanto valore temporale l’opzione perde ogni giorno. È sempre negativo per il compratore di opzioni. Esempio: call ATM con theta -0,15 perde 15$ di valore ogni giorno (su contratto 100 azioni) solo per effetto tempo, anche se il prezzo del sottostante non si muove.
Il time decay accelera negli ultimi 30 giorni prima della scadenza. Un’opzione che vale 500$ a 60 giorni dalla scadenza potrebbe valere 300$ a 30 giorni e solo 50$ a 5 giorni, anche senza movimento del sottostante.
Implicazioni pratiche: comprare opzioni con scadenza molto breve (7-15 giorni) è estremamente rischioso (time decay violentissimo), comprare opzioni con scadenza 60-90 giorni offre più tempo al thesis di materializzarsi, vendere opzioni (strategia income) beneficia del theta decay a favore.
Strategie Con Opzioni: Dalle Basi Agli Spread
Strategia 1: Covered Call (Vendita Call Coperta)
Possedere 100 azioni + vendere 1 call OTM. Obiettivo: generare reddito extra da portafoglio azionario esistente in fasi di consolidamento/lieve rialzo.
Esempio: possiedi 100 azioni Apple a 180$ (valore 18.000$). Vendi 1 call strike 190 scadenza 30 giorni, premio 2,50$ × 100 = 250$ incassati. Scenario 1: Apple a 185 alla scadenza. La call scade OTM. Tieni 250$ di premio + azioni rivalutate a 18.500. Totale: +750$ in 30 giorni su 18.000$ investiti = +4,2% mensile (50%+ annualizzato). Scenario 2: Apple a 195 alla scadenza. La call viene esercitata. Vendi le azioni a 190 + tieni 250$ premio. Profitto: (190-180) × 100 + 250 = 1.250$ (limite superiore di guadagno). Scenario 3: Apple a 170 alla scadenza. La call scade OTM, tieni 250$ premio. Ma le azioni perdono 10$ = -1.000$. Perdita netta: -750$. Il premio “ammortizza” parzialmente la perdita.
Pro: genera reddito costante su portafoglio azionario, riduce costo base azioni (ogni mese che vendi call, abbassi il costo effettivo), funziona bene in mercati laterali/moderatamente rialzisti. Contro: limita l’upside (se azioni esplodono, perdi guadagni oltre strike), non protegge da ribassi significativi (solo ammortizza con premio), richiede possesso azioni sottostanti (capital intensive).
Strategia 2: Protective Put (Assicurazione Portafoglio)
Possedere azioni + comprare put OTM come protezione. Obiettivo: hedging contro crolli mantenendo esposizione a upside.
Esempio: possiedi 100 azioni Tesla a 250$ (valore 25.000$). Compri 1 put strike 230 scadenza 60 giorni, premio 5$ × 100 = 500$. Scenario 1: Tesla crolla a 180$ (-28%). Senza put: perdita 70$ × 100 = -7.000$. Con put: eserciti la put vendendo a 230$. Perdita azioni: (230-250) × 100 = -2.000$. Costo put: -500$. Perdita totale: -2.500$ (contro -7.000$ senza protezione). La put ha “salvato” 4.500$. Scenario 2: Tesla sale a 300$. La put scade OTM (perdi 500$ di premio). Ma le azioni guadagnano 50$ × 100 = +5.000$. Profitto netto: +4.500$.
Pro: protegge da crolli mantenendo upside illimitato, costo definito (premio della put), psicologicamente rassicurante (permette di restare investiti durante volatilità). Contro: costo continuo (se compri put ogni 2-3 mesi, costa 2-4% annuo), erode rendimenti in mercati rialzisti, timing difficile (comprare protezione quando già in drawdown è costoso).
Uso tipico: investitori long-term che vogliono dormire sonni tranquilli, periodi pre-earnings o eventi rischiosi, portafogli concentrati su poche posizioni ad alto rischio.
Strategia 3: Bull Call Spread
Comprare call strike basso + vendere call strike alto (stessa scadenza). Obiettivo: speculazione rialzista con costo ridotto e rischio limitato.
Esempio: S&P500 a 4.500. Compri call strike 4.500 a 80 punti (costo 4.000$). Vendi call strike 4.600 a 40 punti (incasso 2.000$). Costo netto spread: 4.000$ – 2.000$ = 2.000$. Profitto massimo: (4.600 – 4.500) × 50$ – 2.000$ = 3.000$. Perdita massima: 2.000$ (costo dello spread). Break-even: 4.500 + 40 (costo netto per punto) = 4.540.
Scenario 1: S&P500 a 4.650. Entrambe call ITM. Profitto: 3.000$ (+150% sul capitale). Scenario 2: S&P500 a 4.450. Entrambe call OTM. Perdita: 2.000$ (-100%). Scenario 3: S&P500 a 4.570. Long call +70 punti = 3.500$. Short call -30 punti = -1.500$. Netto: 2.000$ profitto meno costo spread 2.000$ = zero (leggermente in profit).
Pro: costo molto ridotto vs comprare call singola, rischio definito e limitato, profit potenziale ancora significativo. Contro: upside limitato (sopra strike alto, non guadagni più), richiede movimento direzionale significativo, complessità maggiore (2 contratti da gestire).
Strategia 4: Long Straddle (Volatilità)
Comprare call ATM + put ATM (stesso strike e scadenza). Obiettivo: profittare da movimento forte in qualsiasi direzione, senza bisogno di indovinare la direzione.
Esempio: Tesla a 250$, earnings report tra 7 giorni (evento ad alta volatilità). Compri call strike 250 a 12$ (1.200$). Compri put strike 250 a 11$ (1.100$). Costo totale: 2.300$. Break-even: 250 ± 23 = 227$ o 273$. Serve movimento > 9,2% per profitto.
Scenario 1: Tesla va a 290$ post-earnings (+16%). Call vale 40$ × 100 = 4.000$. Put vale 0. Profitto: 4.000$ – 2.300$ = 1.700$ (+74%). Scenario 2: Tesla va a 210$ post-earnings (-16%). Put vale 40$ × 100 = 4.000$. Call vale 0. Profitto: 4.000$ – 2.300$ = 1.700$ (+74%). Scenario 3: Tesla va a 255$ (movimento minimo). Call vale ~7$, put vale ~2$. Totale: 900$. Perdita: 2.300$ – 900$ = -1.400$ (-61%).
Pro: non serve indovinare direzione, profitto teoricamente illimitato in entrambe le direzioni, ideale pre-earnings o eventi binari. Contro: costo elevato (due opzioni ATM), serve movimento grande per profitto, time decay doppio (entrambe opzioni perdono valore), volatilità implicita spesso già alta pre-evento (opzioni costose).
Strategia 5: Iron Condor (Range Trading)
Vendere call spread OTM + vendere put spread OTM. Obiettivo: incassare premio in mercati laterali con bassa volatilità.
Esempio: S&P500 a 4.500, aspettativa di range 4.400-4.600 per 30 giorni. Vendi call 4.600 incassi 30 punti (1.500$). Compri call 4.650 paghi 15 punti (-750$). Vendi put 4.400 incassi 30 punti (1.500$). Compri put 4.350 paghi 15 punti (-750$). Premio netto incassato: 1.500$ – 750$ + 1.500$ – 750$ = 1.500$. Rischio massimo: (50 punti ampiezza spread – 15 punti netti incassati per spread) × 50$ = 1.750$. Profitto massimo: 1.500$ (se S&P rimane tra 4.400-4.600). Break-even: 4.385 e 4.615.
Scenario 1: S&P500 a 4.520 alla scadenza (dentro range). Tutte opzioni scadono OTM. Profitto: 1.500$ (+100% sul margine richiesto). Scenario 2: S&P500 a 4.660 (sopra range alto). Call spread perde: (4.660 – 4.600) × 50$ = 3.000$, ma la perdita è limitata a (4.650 – 4.600) × 50$ = 2.500$. Put spread scade OTM. Netto: 1.500$ premio – 2.500$ perdita call = -1.000$. Scenario 3: S&P500 a 4.720 (molto sopra range). Call spread perde il massimo: (4.650 – 4.600) × 50$ = 2.500$. Netto: 1.500$ – 2.500$ = -1.000$ (perdita massima in uno spread).
Pro: alta probabilità di profitto (range ampio), incasso premio subito, beneficia da time decay, rischio definito. Contro: profitto limitato, richiede margine significativo, gestione attiva se mercato si avvicina ai limiti, commissioni multiple (4 contratti).
Le Greche: Misurare Sensibilità E Rischio
Le “greche” sono parametri che misurano come il valore dell’opzione cambia in risposta a variazioni di mercato.
Delta (Δ): variazione valore opzione per variazione 1$ del sottostante. Call: delta 0 a 1 (tipicamente 0,50 per ATM). Put: delta 0 a -1 (tipicamente -0,50 per ATM). Delta 0,50 significa: se l’azione sale 1$, l’opzione guadagna 0,50$ (× 100 = 50$). Delta vicino a 1: l’opzione si muove quasi 1:1 con azione (ITM profonda). Delta vicino a 0: l’opzione si muove pochissimo (OTM lontana).
Gamma (Γ): variazione del delta quando il prezzo si muove. Massima per opzioni ATM vicine a scadenza, importante perché determina quanto rapidamente il delta cambia (impatto su hedging dinamico).
Theta (Θ): time decay giornaliero. Sempre negativo per compratori, positivo per venditori. Massimo per ATM e accelera verso scadenza.
Vega (ν): sensibilità a variazioni di volatilità implicita. Vega alto: opzione guadagna molto se volatilità aumenta (favorevole a compratori). Vega basso o negativo: opzione perde se volatilità aumenta (sfavorevole).
Rho (ρ): sensibilità a variazioni tassi interesse. Meno rilevante per trader retail, più importante per opzioni long-dated.
Rischi E Errori Comuni
Comprare Opzioni OTM Come Lottery Ticket
L’errore più comune tra principianti: comprare opzioni molto OTM perché “costano poco” sperando nel jackpot. Esempio: Apple a 180$, call strike 220 scadenza 30 giorni a 0,20$ (20$ per contratto). Sembra “affare” ma probabilità di profit < 5%. Su 100 trade simili, vincere 1-2 volte (10-20x return) ma perdere 98-99 volte (100% ogni volta) genera perdita netta devastante.
Le opzioni OTM sono progettate per perdere soldi per il compratore. Il premio basso riflette accuratamente la bassa probabilità. Non è “opportunità”, è casino con odds matematicamente sfavorevoli.
Ignorare il Time Decay
Comprare opzione ATM a 7 giorni da scadenza e aspettarsi che “il prezzo salirà”. Anche se il prezzo sale del 5%, il theta decay può erodere tutto il guadagno o più. Con scadenze brevi, serve movimento enorme e rapido per compensare decay.
Regola: mai comprare opzioni con meno di 30 giorni a scadenza a meno di essere molto esperti e avere catalizzatore imminente (earnings, FDA approval, etc).
Overleveraging Con Opzioni
Le opzioni danno leva implicita 10-50x. Molti trader usano TUTTA la leva disponibile, investendo 100% del capitale in opzioni. Se il trade va male, perdita del 100% del capitale. Con azioni, una perdita del 20% lascia 80% per recuperare. Con opzioni, spesso è tutto o niente.
Regola money management: allocare max 10-20% del capitale a posizioni opzioni speculative, usare opzioni principalmente per hedging o income strategies (covered call, cash-secured put), mantenere 80%+ in azioni o cash per stabilità.
Non Avere Exit Plan
Comprare opzione senza definire quando uscire (profit target e stop loss). Molti tengono opzioni vincenti “sperando che salgano ancora” fino a quando il time decay le riporta a zero. Altri tengono opzioni perdenti “sperando in rimbalzo” fino a scadenza (perdita 100%).
Regola: definire exit prima di entrare. Take profit al 50-100% del guadagno massimo teorico (non aspettare l’ultimo centesimo). Stop loss al 50% di perdita (se opzione perde 50%, probabilità di recupero molto bassa). Chiudere sempre 1 settimana prima di scadenza per evitare theta finale devastante.
Tassazione Opzioni In Italia
Le opzioni sono tassate come capital gain al 26%. I premi incassati (vendita opzioni) e i profitti da acquisto opzioni sono considerati redditi finanziari soggetti a tassazione al momento della chiusura/scadenza. Le perdite sono deducibili e possono compensare altri capital gain finanziari nello stesso anno o nei 4 anni successivi.
Con regime amministrato (banca/broker italiano): la banca calcola e trattiene automaticamente il 26% sui profitti netti, il trader riceve già il netto, nessuna dichiarazione necessaria. Con regime dichiarativo (broker estero): il trader deve dichiarare autonomamente tutti i profitti/perdite nel quadro RT della dichiarazione dei redditi, calcolare e pagare le tasse dovute.
Perchè è Importante Imparare le Opzioni
Le opzioni sono strumenti potenti ma complessi che richiedono comprensione approfondita per essere utilizzate efficacemente. Non sono “lotterie” o “get rich quick schemes” ma tool finanziari professionali con applicazioni specifiche.
Le call permettono speculazione rialzista con leva controllata e rischio definito, ideali quando si ha forte convinzione direzionale ma capitale limitato. Le put permettono speculazione ribassista o hedging portafoglio, fungendo da assicurazione contro crolli. Le strategie combinate (spread, straddle, condor) permettono di costruire profili rischio-rendimento personalizzati per ogni scenario di mercato.
La chiave del successo con le opzioni sta nel rispettare i fondamentali: comprendere strike, scadenza, time decay prima di tradare anche un solo contratto, usare opzioni per casi d’uso specifici (speculazione direzionale, income generation, hedging), non come sostituti casuali delle azioni, gestire position sizing rigorosamente (max 10-20% capitale in opzioni speculative), avere exit plan definito prima dell’ingresso, evitare opzioni molto OTM o scadenze brevissime a meno di setup eccezionali.
Gli errori fatali (lottery tickets OTM, ignorare time decay, overleveraging, nessun exit plan) distruggono la maggioranza dei trader retail di opzioni. Chi li evita, studia le greche, testa strategie in demo, e applica money management rigoroso può utilizzare le opzioni come edge significativo per generare rendimenti superiori o proteggere portafogli efficacemente.
Le opzioni non sono per tutti. Richiedono studio, pratica, disciplina e capitale sufficiente. Ma per chi le padroneggia, offrono possibilità uniche impossibili da replicare con solo azioni o altri strumenti tradizionali.


