Trump svela il rallentamento del PIL USA prima della pubblicazione ufficiale

Quaranta minuti prima che il governo federale rendesse noti i dati sulla crescita economica del quarto trimestre 2025, il presidente Donald Trump ha pubblicato un messaggio su Truth Social che lasciava chiaramente intendere l’arrivo di numeri deludenti. Un comportamento che solleva, ancora una volta, interrogativi sulla gestione delle informazioni economiche riservate da parte della Casa Bianca e sulle possibili implicazioni per i mercati finanziari.

Il post su Truth Social e i dati sul PIL

Alle 7:50 del mattino (ora di New York), Trump ha scritto: “Lo shutdown dei Democratici è costato agli USA almeno due punti di PIL. Ecco perché lo stanno rifacendo, in forma ridotta”. Esattamente quaranta minuti dopo, alle 8:30, il Dipartimento del Commercio ha confermato che il prodotto interno lordo statunitense è cresciuto a un tasso annualizzato di appena l’1,4% nel quarto trimestre del 2025.

Si tratta di un calo di tre punti percentuali rispetto al trimestre precedente, un rallentamento significativo che ha colto di sorpresa parte degli analisti. Le stime di consenso raccolte da Dow Jones prevedevano infatti una crescita del 2,5%, ben superiore al dato effettivo.

L’impatto dello shutdown governativo sulla crescita economica

Il riferimento di Trump allo shutdown non è casuale. Lo scorso anno gli Stati Uniti hanno attraversato la più lunga chiusura governativa della storia, iniziata il 1° ottobre — primo giorno del quarto trimestre — e protrattasi per 43 giorni. La mancanza di finanziamenti federali ha avuto ripercussioni dirette sull’attività economica.

Il Congressional Budget Office (CBO) aveva stimato che, a seconda della durata, lo shutdown avrebbe potuto ridurre la crescita annualizzata del PIL reale nel Q4 fino a 2 punti percentuali. Il dato finale dell’1,4% suggerisce che l’impatto effettivo potrebbe essere stato ancora più severo di quanto previsto, oppure che altri fattori strutturali abbiano contribuito al rallentamento.

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Fattori aggiuntivi di debolezza economica

Oltre allo shutdown, diversi elementi hanno pesato sulla performance del quarto trimestre: l’incertezza legata alla politica commerciale e ai dazi, il rallentamento della spesa dei consumatori e le condizioni finanziarie ancora restrittive mantenute dalla Federal Reserve. Il combinato di questi fattori ha creato un contesto particolarmente sfavorevole per la crescita.

Violazione delle regole sulla divulgazione dei dati economici

L’episodio riaccende un dibattito cruciale sulla gestione delle informazioni economiche sensibili da parte del presidente. Le regole dell’Office of Management and Budget (OMB) sono chiare su due punti fondamentali:

Primo, ai funzionari dell’esecutivo è vietato commentare pubblicamente i dati economici prima della loro pubblicazione ufficiale. Secondo, è proibito rilasciare dichiarazioni pubbliche su tali dati fino a 30 minuti dopo la loro diffusione.

Il post di Trump delle 7:50 viola potenzialmente entrambe queste disposizioni, poiché anticipa in modo inequivocabile la direzione dei dati sul PIL.

Precedenti preoccupanti

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Non è la prima volta che il presidente si trova al centro di polemiche simili. A gennaio 2026, Trump ha indirettamente anticipato su Truth Social i dati sui nonfarm payrolls (le buste paga del settore non agricolo). In quell’occasione, la Casa Bianca ha ammesso una “divulgazione pubblica involontaria di dati aggregati”, accusando contemporaneamente i media di “aggrapparsi a qualsiasi pretesto per alimentare un’altra falsa controversia”.

Già durante il suo primo mandato presidenziale, Trump aveva segnalato ottimismo su un rapporto sull’occupazione eccezionalmente positivo poco prima della sua pubblicazione, generando preoccupazioni tra gli operatori di mercato.

Le implicazioni per trader e investitori

Per chi opera sui mercati finanziari, questi episodi rappresentano un problema serio. Se il presidente degli Stati Uniti anticipa regolarmente la direzione dei dati macroeconomici, si crea un vantaggio informativo asimmetrico potenzialmente sfruttabile da chi monitora in tempo reale i suoi post sui social media.

I trader sul forex, in particolare quelli che operano sul dollaro USA, e gli investitori in equity e obbligazioni governative sono i più esposti a questo tipo di dinamica. La possibilità che informazioni market-moving vengano diffuse in modo informale prima della pubblicazione ufficiale mina la trasparenza e l’integrità dei mercati.

L’attacco a Jerome Powell e la pressione sui tassi di interesse

Nello stesso post, Trump ha rinnovato le sue critiche al presidente della Federal Reserve Jerome Powell, accusandolo di non tagliare i tassi di interesse con la rapidità e l’aggressività desiderate dalla Casa Bianca.

“Inoltre, ABBASSATE I TASSI DI INTERESSE. Powell ‘Two Late’ è IL PEGGIORE!!!”, ha scritto Trump, utilizzando un gioco di parole — probabilmente intenzionale — sul soprannome dispregiativo “Too Late” (troppo tardi) che ha affibbiato al capo della Fed.

La pressione politica sulla banca centrale americana resta un tema centrale nel 2026. Con un PIL in netto rallentamento, le argomentazioni a favore di un allentamento della politica monetaria si rafforzano, ma la Fed continua a mantenere un approccio cauto, bilanciando il rischio di inflazione persistente con i segnali di debolezza economica.

Cosa significa per i mercati nel 2026

Il dato sul PIL del quarto trimestre 2025 rappresenta un campanello d’allarme per l’economia americana. Se il rallentamento dovesse proseguire nei primi mesi del 2026, la pressione sulla Federal Reserve per un taglio dei tassi potrebbe diventare insostenibile, con conseguenze significative su:

Mercato forex: un eventuale ciclo di tagli più aggressivo potrebbe indebolire il dollaro rispetto alle principali valute. Mercato obbligazionario: i rendimenti dei Treasury potrebbero scendere ulteriormente, anticipando un cambio di rotta della politica monetaria. Mercato azionario: i settori più sensibili ai tassi di interesse, come il tecnologico e l’immobiliare, potrebbero beneficiare di aspettative di allentamento monetario.

Per gli investitori, il messaggio è chiaro: monitorare attentamente non solo i dati macroeconomici ufficiali, ma anche le comunicazioni informali della Casa Bianca, che nel contesto attuale possono anticipare — in modo controverso ma efficace — la direzione dell’economia americana.