Nel Forex Trading non c’è spazio per l’improvvisazione. C’è purtroppo chi si approccia al mercato valutario in questo modo, ma è destinato a perdere il capitale in un tempo abbastanza breve (certo, poi dipende anche dalla fortuna). Ciò che separa un’attività di Forex Trading consapevole e potenzialmente efficace da un approccio dedito all’improvvisazione è lo studio. Studio analitico, si intende, quindi finalizzato a prevedere, nei limiti del possibile, l’andamento dei prezzi. A intervenire, a mo’ di risorse, ci sono l’analisi tecnica e l’analisi fondamentale. Per quanto queste due discipline possano essere praticate nel rispetto delle regole dettate dal buon senso e secondo dottrina, c’è sempre il rischio che alcuni eventi vanifichino il lavoro. L’evento più decisivo in questo senso è rappresentato dalla manipolazione del mercato da parte di alcuni soggetti attivi a vario titolo nel Forex Trading.

In questo articolo parleremo proprio della manipolazione del mercato, di quei soggetti che la praticano, e illustreremo alcune soluzioni adottabili dai trader retail.

Cosa vuol dire manipolare il mercato

Il termine manipolazione richiama un qualcosa di negativo, di illecito. In questo caso, nel fattispecie del Forex Trading, non è sempre così. Può capitare che la manipolazione del mercato sia l’effetto collaterale di attività lecite, giuste, essenziali per la tenuta del sistema economico.

Quale che sia la motivazione o l’obiettivo finale, tuttavia, si definisce manipolazione del mercato qualsiasi attività di investimento che produce effetti notevoli sui prezzi, in grado di spostare l’ago della bilancia, quando – sia chiaro – questi effetti sono poco o per nulla prevedibili dall’analisi tecnica o fondamentale

La manipolazione del mercato è spesso un’attività che mette fuori gioco il lavoro analitico dei trader retail che, di base, sono costretti a subire un fenomeno con conseguenti rischi per il proprio capitale. La cattiva notizia è che eventi manipolatori sono praticamente all’ordine del giorno. La buona notizia è che da tali eventi ci può in qualche modo difendere e, a determinate condizioni, è possibile persino sfruttarli per il proprio interesse.

Per comprendere la natura di queste soluzioni è bene però inquadrare il fenomeno in maniera approfondita, illustrando i soggetti che sono in grado di manipolare il mercato.

Chi manipola il mercato

In linea di massima, i soggetti potenzialmente in grado di manipolare il mercato sono quelli in possesso di liquidità straordinarie, che superano di gran lunga quella in possesso dal più facoltoso dei trader. La manipolazione del mercato più frequente, infatti, è quella che si realizza semplicemente investendo in un singolo trade – o in più trade ma ravvicinati – somme molto alte. In questo modo si realizza un effetto tecnico, in quanto viene stravolto l’equilibro tra domanda e offerta, e un effetto psicologico, in quanto gli investitori più piccoli tenderanno a reagire esattamente nel senso indicato dai trade più poderosi.

Questo tipo di manipolazione, di per sé legittima e in alcuni casi anche moralmente giustificata, è solo una faccia del problema, che è in verità molto più complessa. Un’altra faccia, ben più oscura, ritrae un metodo di manipolazione per nulla lecito, e prende il nome di insider trading. Questo si realizza quando l’investitore è in contatto con chi non solo conosce l’esito di market mover in anticipo, ma persino lo determina. Per comprendere bene i concetti è utile elencare i soggetti più grandi capaci di manipolare il mercato.

Banche centrali. La loro azione, sia chiaro, è sempre lecita. Il loro scopo ultimo è mantenere stabile il sistema economico, di evitare gli squilibri dei prezzi e – in taluni casi – favorire lo sviluppo economico mediante un accesso al credito equilibrato e diffuso. Per loro, il Forex Trading è semplicemente uno strumento per raggiungere questi obiettivi. Per esempio, una banca centrale può rilevare che la propria moneta (chiamiamola X per comodità) è troppo forte rispetto alla moneta Y, e ciò pregiudica le esportazioni. Potrebbe, quindi, con uno o più trade, andare short su X in modo da svalutare, appunto X. Tutto legittimo. Non va ignorato, però, lo strumento principale in mano delle banche centrali, che pure ha un effetto sul mercato piuttosto notevole, per quanto abbastanza prevedibile: la manipolazione dei tassi di interesse. Essa agisce direttamente sull’offerta di moneta, e non a caso è un market mover di primo piano.

Banche commerciali. In genere, il loro scopo è produrre profitto. Anche qui, non c’è nulla di male se ciò avviene mediante strumenti leciti. Di nuovo, la loro potenza sta nella liquidità, che è enorme e in grado di influenzare nettamente il mercato in quanto nettamente superiore a quella in possesso di qualsiasi trader retail, fosse anche il più ricco degli investitori. In alcuni casi, per fortuna non molto frequenti, le banche commerciali operano in maniera più oscura, utilizzando un potere particolare: la conoscenza di informazioni e notizie in grado di fungere da market mover, ancora prima che queste vengano rese pubbliche. E’ evidente: le banche commerciali meno oneste utilizzano queste soffiate per mettersi al riparo nella migliore delle ipotesi e per produrre profitto nella peggiore delle ipotesi. Le conseguenze per il mercato, e quindi per i prezzi, però, sono notevoli e niente affatto prevedibili da parte dei trader retail che dedicano tempo e risorse intellettuali alle attività di analisi.

Gli effetti della manipolazione sul trader retail

Quali sono nello specifico gli effetti della manipolazione del mercato sul trader retail? Si parla di effetti notevoli, che possono pregiudicare l’efficacia dell’azione di trading più scrupolosa e creare danni finanziari non da poco. Nello specifico, quando il mercato è scosso dalle attività di manipolazione, l’analisi tecnica e fondamentale viene falsata, non serve più, diventa inutile. E’ come se il trader risolvesse un’operazione aritmetica, ma nel frattempo qualcuno a sua insaputa cambiasse i fattori di tale operazione. Il trader avrebbe fatto il suo compito, ma non sarebbe servito a niente.

Dal momento che l’assioma dell’analisi tecnica, ossia che il mercato ripete se stesso, è vero e ampiamente dimostrato, si evince una conclusione abbastanza inquietante: quando le previsioni dell’analisi tecnica si rivelano errate, e l’analisi tecnica è stata condotta a dovere, è probabile che ciò sia dovuto alla manipolazione del mercato. Da qui la necessità di assumere atteggiamenti a difesa del proprio lavoro, di protezione rispetto a queste condotte più o meno lecite.

Le soluzioni migliori, tra le tante disponibili, sono due: un approccio all’analisi fondamentale più “hard” e totalizzante; il Banks Mirroring.

Come sopravvivere: l’analisi fondamentale “spinta”

La prima parte del problema, quello generato – ripetiamo, in maniera più che legittima – dalle banche centrali – è risolvibile con l’analisi fondamentale. L’approccio deve essere però più duro, attento, totalizzante. Insomma, a 360 gradi. Non è sufficiente verificare i market mover di giornata e prevederne gli effetti nel mercato. E’ necessario fare un’analisi di lungo periodo, che prenda in considerazione più parametri, che sia corredata da un profondo studio del contesto. Ovviamente, oggetto dell’analisi deve essere il comportamento delle banche centrali, e in particolar modo – ma non solo – le loro decisioni per ciò che concerne i tassi di interesse e il Quantitative Easing. Come abbiamo già specificato, la manipolazione dei tassi di interesse influenza il valore di una moneta in quanto agisce direttamente sulla sua offerta. Lo stesso fa il Quantitative Easing, che non è altro che l’immissione di liquidità nel sistema economico.

La domanda principale è: come è possibile prevedere le mosse delle banche centrali? E’ necessario incrociare un certo numero di dati e di evidenze. In primo luogo, le dichiarazione dei policy maker, ossia delle figure di spicco, meglio se membri del board, delle banche centrali. I loro discorsi ufficiali, infatti, sono spesso ricchi di indizi su come si muoverà la banca centrale, sicché da quelle parole è possibile comprendere se i tassi di interesse verranno riconfermati, alzati o abbassati. Allo stesso modo, è possibile individuare le sorti del Quantitative Easing.

Le evidenze che si ricavano dalle dichiarazioni, poi, vanno incrociati con i dettagli derivanti dal contesto. Non bisogna mai dimenticare che lo scopo di ogni banca centrale è duplice: da un lato favorire una inflazione moderata e costante, diciamo intorno al 2% annuo; dall’altro immettere l’economia reale in un percorso di crescita che prevede anche la riduzione della disoccupazione e lo sviluppo dell’industria. In realtà alcune banche centrali, come la BCE, non perseguono ufficialmente quest’ultimo obiettivo, ma è ovvio che il pensiero ci sia sempre.

Quindi, occhio ai parametri dell’inflazione e dell’economia reale. Se l’inflazione è troppo bassa, è probabile che i tassi verranno abbassati e il Quantitative Easing – se c’è già – rimpinguato. Se l’inflazione è troppo alta, accade esattamente l’inverso. Allo stesso modo, se i parametri economici sono al di sotto di quanto auspicati, è probabile una politica monetaria espansiva. Infine, occorre analizzare lo spazio di manovra delle banche centrali. Alcune hanno già in corso una politica ultraespansiva, sicché questo spazio è per loro piuttosto ristretto. In questo caso, più che un alleggerimento delle politiche monetarie si assisterà a una loro conferma.

Come sopravvivere: il Banks Mirroring

La risoluzione della seconda parte del problema, quello relativo alle banche commerciali dal comportamento ambiguo o addirittura all’insider trading, è molto più difficile. Un metodo può essere quello ideato da Daniele Repossi, che consiste di fatti nello “spiare” le banche e seguirne le mosse. Il trader grazie a questo metodo, che non a caso si chiama Banks Mirroring, si pone nella scia delle banche commerciali che agiscono sul mercato, in modo da replicare i loro successi e, in ogni caso, non subire conseguenze spiacevoli. E’ un approccio molto innovativo, anche contro-intuitivo se si pensa alle ricette tradizionali fornite dalla dottrina: analisi fondamentale e analisi tecnica.

Non è questa la sede per imbastire un tutorial su Banks Mirroring, anche perché il sito ufficiale offre in merito contenuti formativi molto efficaci. Possiamo, però, elencare i principi generali, in modo da dimostrare – almeno teoricamente – l’efficacia del metodo ideato da Daniele Repossi.

Il meccanismo su cui si appoggia tutto il sistema di Banks Mirroring è il seguente: trasformare le informazioni in indicatori. Una critica, a uno sguardo superficiale, sorge spontanea. Gli indicatori classici non derivano già dalle informazioni? Vero, ma nel caso di Banks Mirroring è diverso. Le informazioni prese in considerazioni, e trasformate in indicatori, non fanno parte del grafico, che sono a disposizione di tutti e in qualsiasi momenti, bensì le informazioni sul comportamento delle banche, che vengono fornite dalla SEC. Questa è il più importante organo di vigilanza degli Stati Uniti, una specie di analogo della Consob (ma con poteri di gran lunga maggiori). La SEC, tra le altre cose, combatte l’Insider Trading. Come lo fa? Semplice: imponendo la redazione di report alle banche commerciali e all’istituto di investimenti. Questi documenti contengono informazioni accurate sui trade aperti e chiusi nei vari mercati. I trade, in verità, riguardano esclusivamente i Futures, ma sono comunque utili a chi investe nel Forex.

Quello che fa Banks Mirroring è prendere questi dati, elaborarli e inserirli in un grafico a uso e consumo dei trading. La piattaforma, nello specifico, si chiama Insider Trading.

La sezione più importante è Position Trades. In questa sezione l’utente può selezionare sei valute e due metalli: Euro, Dollaro, Franco Svizzero, dollaro Neozelandese, Dollaro Canadese, Dollaro Australiano, Oro e Argento. Se si clicca sull’euro si troveranno le informazione sull’euro, se si clicca sul dollaro quelle del dollaro e via discorrendo. Nello specifico, il trader può visualizzare, settimana per settimana (i report sono settimanali) quanti contratti short e long sono stati aperti o chiusa.

Il trader, analizzando il grafico, può intuire le intenzioni delle banche e, di conseguenza, prevede l’andamento del mercato, capire come si svilupperanno i trend.

Due dubbi possono sorgere in merito al Banks Mirroring.

I dati riguardano i Futures. E’ vero, ma sono utili anche in prospettiva Forex. In primo luogo, le strategie delle banche sono omogenee e coerenti, quindi il loro approccio ai Futures è analogo al loro approccio al mercato valutario. Secondariamente, il mercato dei Futures influenza quello del Forex.

I dati sono elaborati con un certo ritardo. Anche questo è vero: i report che vengono comunicati alla SEC, e che Banks Mirroring mette in grafico, si riferiscono sempre alla settimana precedente. Fa niente: le banche non fanno scalping e nemmeno intraday (eccetto rari casi o nelle emergenze), sicché possono essere ampiamente utilizzati.

Sia chiaro, la sezione Position Trades, pur essendo il centro del metodo, la risorsa principale, non è certo l’unica. Le altre sezioni sono quasi ugualmente importanti. Vi consigliamo, a tal proposito, di studiare i tutorial di Daniele Repossi. Possiamo dire, però, che il Position Trades è uno dei tanti semafori che bisogna guardare prima di accelerare. Se segna verde, non è detto che possiamo intraprendere una certa strada: occorre anche gli altri semafori segnino verde.