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	<title>Articoli e Consigli sui Servizi Finanziari - La Borsa o la vita</title>
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	<description>Notizie e Consigli su Forex Trading e Investimenti</description>
	<lastBuildDate>Wed, 13 May 2020 07:55:39 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Fitch Declassa il Debito Italiano: il Baratro è Vicino?</title>
		<link>https://www.okforex.it/borsa-vita-editoriali/fitch-declassa-debito-italiano-baratro-vicino/8054/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Briganti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2020 07:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Borsa o la vita - Editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[La notizia ha fatto scalpore. In alcuni contesti ha persino fatto scandalo, in quanto giunta senza una giustificazione solida, a detta di molti analisti e policy maker. L&#8217;agenzia di rating Fitch ha declassato il debito italiano al livello BBB-, con outlook stabile. Ma è davvero una notizia così brutta? Cosa rischia veramente l&#8217;Italia? Risponderemo a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia ha fatto scalpore. In alcuni contesti ha persino fatto scandalo, in quanto giunta senza una giustificazione solida, a detta di molti analisti e policy maker. <strong>L&#8217;agenzia di rating Fitch ha declassato il debito italiano al livello BBB-</strong>, con outlook stabile. Ma è davvero una notizia così brutta? Cosa rischia veramente l&#8217;Italia? Risponderemo a queste domande nei prossimi paragrafi.</p>
<h2>Cosa sono le agenzie di rating e cosa fanno</h2>
<p>L&#8217;espressione &#8220;agenzia di rating&#8221; non è entrata nel gergo comune come spread, ma poco ci è mancato. Certamente, <strong>le agenzie di rating</strong> sono state le protagoniste della crisi dei debiti sovrani di inizio decennio, e tengono banco ancora oggi. Il loro potere, per quanto tra mille contraddizioni, è enorme. Sono infatti enti privati (è bene specificarlo) il cui compito è analizzare la capacità di solvenza di determinati enti, sia pubblici che privati. La scala di valutazione va da A e D, con qualche differenza nei gradini intermedi da agenzia ad agenzia. Una tripla sta a indicare che l&#8217;ente è pienamente solvibile, la C sta a indicare che le speranze di solvenza sono basse e i rischi di prestare i denaro sono troppo elevati in confronto ai benefici, la D sta a indicare una bancarotta ufficiale.</p>
<p>Inoltre, alla &#8220;lettera&#8221; si accompagna sempre l&#8217;outlook, ovvero una parametro che sta a indicare una previsione circa il futuro. Per esempio quando un&#8217;agenzia di rating assegna un outlook negativo vuol dire che prevede che la prossima valutazione si risolverà in un ulteriore declassamento.</p>
<p>Prima di analizzare la decisione di Fitch, e parlare dei possibili scenari, è bene chiarire un punto. Le agenzie di rating non sono l&#8217;oracolo di Delfi. Il loro giudizio, per quanto (almeno teoricamente) basato su criteri specifici, <strong>rimane una valutazione soggettiva</strong>. D&#8217;altronde di cantonate le agenzie di rating ne hanno prese tante. Una delle peggiori reca proprio la firma di Fitch, che il giorno del fallimento della Lehman Brother le assegnava ancora una bella &#8211; quanto improbabile, a posteriori &#8211; tripla A.</p><div class="ads-middle-post"><a rel="sponsored" href="https://iggroup.sjv.io/c/5566136/2191334/15576" target="_blank" id="2191334"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="//a.impactradius-go.com/display-ad/15576-2191334" border="0" alt="" width="336" height="280"/></a><img decoding="async" height="0" width="0" src="https://imp.pxf.io/i/5566136/2191334/15576" style="position:absolute;visibility:hidden;" border="0" /></div>
<h2>Cosa rischia l&#8217;Italia</h2>
<p>Possiamo cullarci nella convinzione che dopotutto il giudizio delle agenzie di rating è soggettivo? Assolutamente no. La decisione di Fitch infatti apre a scenari per nulla edificanti, e anzi catastrofici. Il problema è che il BBB- assegnato all&#8217;Italia rappresenta il gradino appena prima del <em>baratro</em>, ovvero della valutazione CCC.</p>
<p>Quando a un ente debitore viene assegnato un CCC accadono due fenomeni, uno molto probabile e l&#8217;altro certo. Il fenomeno probabile è la perdita definitiva della reputazione e la vendita da parte degli investitori. Il fenomeno certo è <strong>la fuga di massa da parte dei grandi fondi di investimento</strong>. Questi, infatti, sottostanno a una regola secondo cui non possono acquistare titoli &#8220;junk&#8221;, spazzatura, con valutazione dalla CCC in giù&#8230; E se ce li hanno &#8220;in pancia&#8221; devono venderli. Il primo fenomeno si regge benissimo da solo, ma è anche alimentato dal secondo.</p>
<p>E&#8217;  ovvio, quindi, che l&#8217;Italia rischia proprio questo: che gli investitori non acquistino titoli di debito, e che anzi cerchino di sbarazzarsene prima possibile. Insomma, il nostro paese farebbe un&#8217;enorme difficoltà a finanziarsi e quasi al cento per cento si vedrebbe <strong>costretto a dichiarare bancarotta</strong>. Uno scenario greco, se non addirittura argentino.</p><div class="ads-middle-post"><iframe src="https://cdn.plus500.com/Media/Banners/336x280/29780/index.html?set=We_banner&language=IT&country=IT&crId=29780&url=https%3A%2F%2Fwww.plus500.com%2Fit-it%2F%3Fid%3D58648%26pl%3D2%26crId%3D29780" width="336" height="280" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none"></iframe></div>
<p>Che il debito italiano sia a un passo dal diventare spazzatura, non quadra a molti. Per ora, Fitch è l&#8217;unica agenzia di rating ad aver operato un finanziamento. D&#8217;altronde, l&#8217;emergenza coronavirus non c&#8217;è solo in Italia, e comunque la BCE sta acquistando titoli di debito, calmierandone gli interessi solo come una banca centrale sa fare. Non è un caso che Fitch si sia &#8220;beccata&#8221; un esposto per manipolazione di mercati proprio a seguito del declassamento.</p>
<p>Tutto ciò al netto delle difficoltà dell&#8217;Italia, che per ciò che concerne il debito, non sono certo nate con l&#8217;attuale stato di emergenza. Basti ricordare che il debito pubblico italiano è il secondo più alto al mondo, dietro solo agli Stati Uniti, che hanno dalla loro una banca centrale dai poteri spiccati, e al Giappone, che però una quota consistente di debito interno (è detenuto soprattutto dai giapponesi stessi).</p>
<p><strong>Fitch declasserà ulteriormente l&#8217;Italia?</strong> Toccherà guardare il baratro <em>da dentro</em>, piuttosto che da vicino come stiamo facendo adesso? A tal proposito va detto che &#8220;per fortuna&#8221; Fitch ha assegnato un outlook stabile, e inoltre la sensazione che Fitch abbia fatto il passo più lungo della gamba c&#8217;è. Lo scenario del debito a livello &#8220;junk&#8221; non è probabile, tuttavia è <em>possibile</em>. Per molti, e non si può dare loro torto, è già una notizia drammatica.</p>
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		<title>3 Mosse per Evitare Perdite Finanziarie Durante le Crisi</title>
		<link>https://www.okforex.it/borsa-vita-editoriali/3-mosse-evitare-perdite-finanziarie-durante-crisi/7990/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Briganti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2020 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Borsa o la vita - Editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[Se temete per i vostri investimenti, se pensate che la crisi causata dal coronavirus intacchi i vostri risparmi, non avete tutti i torti. Le crisi fanno male, spesso colpiscono a casaccio, ancora più spesso colpiscono chi non ha saputo immaginarle e dotarsi degli strumenti necessari a opporvi resistenza. Perché sopravvivere finanziariamente alle crisi è possibile, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se temete per i vostri investimenti, se pensate che la crisi causata dal coronavirus intacchi i vostri risparmi, non avete tutti i torti. <b>Le crisi fanno male</b>, spesso colpiscono a casaccio, ancora più spesso colpiscono chi non ha saputo immaginarle e dotarsi degli strumenti necessari a opporvi resistenza.</p>
<p>Perché sopravvivere <i>finanziariamente</i> alle crisi è possibile, basta sapere come fare. No, non stiamo parlando di trucchetti da prestigiatore, non c’è nessuna bacchetta magica che possa proteggerci. <b>Accorgimenti strategici </b>da mettere in campo per ridurre o evitare le perdite però quelle sì, ci sono.</p>
<p>I<b>l primo è puntare al lungo periodo</b>. Se si guarda all’oggi e a ieri, le crisi fanno paura. Se però si adopera il grandangolo si scopre che anche le crisi più brutte sono state assorbite dal tempo. Dopo qualche anno, quello che doveva essere recuperato è stato recuperato. Dunque, è lui il migliore alleato: il tempo. E l’unico modo per porlo dalla propria parte è <b>produrre investimenti a lungo termine.</b></p>
<p><b>Il secondo accorgimento è adoperare il buon senso</b>. Può sembrare il classico consiglio della nonna, ma la maglietta della salute questa volta non c’entra. Si tratta semplicemente di evitare qualsiasi comportamento scellerato, di rinunciare ai passi più lunghi della gamba, non importa quanto lontano possano portare. Insomma, usare il buon senso vuol dire non essere avidi, bensì equilibrati. Attendere, più che lanciarsi a capofitto in un investimento solo perché <i>in quel momento</i> appare profittevole. Il rischio è che sia un’illusione dettata dalle dinamiche della crisi, e che il movimento adocchiato si riveli l’anticamera di un pesante ritracciamento.</p><div class="ads-middle-post"><a rel="sponsored" href="https://iggroup.sjv.io/c/5566136/2191334/15576" target="_blank" id="2191334"><img loading="lazy" decoding="async" src="//a.impactradius-go.com/display-ad/15576-2191334" border="0" alt="" width="336" height="280"/></a><img loading="lazy" decoding="async" height="0" width="0" src="https://imp.pxf.io/i/5566136/2191334/15576" style="position:absolute;visibility:hidden;" border="0" /></div>
<p>Il terzo accorgimento è di natura prettamente tecnica… E filosofica. Occorre rispettare il diktat di Socrate:<b> conosci te stesso</b>. Declinato nel mondo degli investimenti suona un po’ come “<b>conosci la tua propensione al rischio</b>”. Esistono investitori e investitori, alcuni sono in grado di sopportare la pressione di un impegno a lungo termine, altri meno; alcuni hanno una buona capacità finanziaria; altri no. Soprattutto, alcuni hanno tanti anni davanti, altri ne hanno di meno. Un giovane che ha appena iniziato a lavorare, per esempio, ha una propensione al rischio maggiore: uno, perché si presuppone che non abbia ancora formato un nucleo familiare, dunque deve sostenere minori spese; due, perché può sempre recuperare eventuali perdite, avendo davanti a sé una trentina d’anni di lavoro.</p>
<p>Conoscere se stesso, la propria propensione al rischio, vuol dire individuare la propria categoria d’appartenenza, e seguire il più possibile il protocollo relativa ad essa. Due strumenti, l’individuazione della propensione al rischio e la prassi a essa relativa, che combinati offrono buoni risultati in una prospettiva di protezione del capitale… Sì, anche in tempi di crisi.</p>
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		<title>Ecco il Cigno Nero, Più Nero che C’è… Quello Color Petrolio</title>
		<link>https://www.okforex.it/borsa-vita-editoriali/cigno-nero-petrolio/7988/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Briganti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2020 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Borsa o la vita - Editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[In questi anni si è favoleggiato del cigno nero in televisione e nei giornali, ovvero di un evento imprevedibile e dall’impatto drammatico che avrebbe stravolto i destini dell’economia e della finanza. Se n’è parlato con timore, memori dei danni cagionati da quell’altro cigno, di colore grigio scuro, che è stato la crisi del 2008. Ora [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi anni si è favoleggiato del <b>cigno nero</b> in televisione e nei giornali, ovvero di un evento imprevedibile e dall’impatto drammatico che avrebbe stravolto i destini dell’economia e della finanza. Se n’è parlato con timore, memori dei danni cagionati da quell’altro cigno, di colore grigio scuro, che è stato la crisi del 2008.</p>
<p>Ora quel cigno nero è arrivato e sta dispiegando i suoi effetti in tutta la sua potenza. Ovviamente, stiamo parlando del Covid-19. A un mese dall’ufficializzazione della pandemia, gli stati, ancora immersi (quasi) fino al collo con l’emergenza sanitaria, stanno contando i cocci. Anche e soprattutto in termini di perdita di PIL, di produzione, di posti di lavoro.</p>
<p>Tra le tante tragedie più o meno locali, ha fatto scalpore un avvenimento dal carattere inedito, e dirompente in tutta la sua assurdità: <b>il petrolio in negativo</b>. I contratti di maggio hanno fatto segnare un sorprendente -37 dollari. In buona sostanza, gli acquirenti… Sono stati pagati per acquistare. In generale, le quotazioni comunque fanno fatica a superare i 15 dollari.</p>
<p>Il peggio però potrebbe non essere passato per l’oro nero, così come non è passato per l’economia e per gli ospedali. Niente ci vieta di ragionare sul futuro, magari profondendo uno sforzo dialettico <b>per immaginare i due scenari estremi</b>, entro quali la realtà certamente si dipanerà da qui ai prossimi mesi. </p><div class="ads-middle-post"><iframe loading="lazy" src="https://cdn.plus500.com/Media/Banners/336x280/95701/index.html?set=Robot_banner&language=IT&country=IT&crId=95701&url=https%3A%2F%2Fwww.plus500.com%2Fit-it%2F%3Fid%3D58648%26pl%3D2%26crId%3D95701" width="336" height="280" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none"></iframe></div>
<p>Il primo scenario che prendiamo in esame fa riferimento alla migliore ipotesi possibile: nel giro di poco tempo <b>si trova una cura o un vaccino per il coronavirus</b>, il mondo raccoglie i cocci e riparte… E tutto ciò verrà ricordato come un brutto incidente di percorso, un po’ come la vecchia <i>sciura </i>a cui cade la spesa, rovescia il cibo per strada e fa un po’ di fatica a raccogliere tutto e a proseguire per la sua strada.</p>
<p><b>Il secondo scenario è talmente forte da risultare </b><b>dispotico</b>.. Ma solo in apparenza: siamo nel campo delle possibilità. La crisi sanitaria continua o addirittura si intensifica, i lockdown proseguono, il consumo dei derivati del petrolio crollano e…. Non si estrae più petrolio! Semplicemente, è diventato troppo costoso, poco remunerativo, anzi si va in perdita. Ecco che il mondo viene rivoltato come un calzino. Un mondo senza petrolio è destinato a cambi di paradigma, a stravolgimenti della vita economica, professionale e privata. Un mondo nuovo: più bello, più brutto, non si può sapere. A spaventare, e a disegnare per certo una fase tetra, sarà però il passaggio tra il vecchio e il nuovo….</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;imperativo per Chi Vuole Investire il Proprio Denaro</title>
		<link>https://www.okforex.it/borsa-vita-editoriali/investire-denaro/7625/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Briganti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2020 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Borsa o la vita - Editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[Piccoli e grandi investitori si trovano ogni giorni di fronte a più di un bivio. Investire è una questione di scelte, e i parametri da considerare sono sempre numerosi. A prescindere dal capitale che siete in grado di muovere, e persino dai vostri obiettivi, dovete necessariamente prendere in considerazione un aspetto: la prospettiva del lungo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Piccoli e grandi investitori si trovano ogni giorni di fronte a più di un bivio. <strong>Investire è una questione di scelte</strong>, e i parametri da considerare sono sempre numerosi. A prescindere dal capitale che siete in grado di muovere, e persino dai vostri obiettivi, dovete necessariamente prendere in considerazione un aspetto: <strong>la prospettiva del lungo periodo.</strong></p>
<p>Tra parentesi, per lungo periodo si intende in questo caso un lasso di tempo di dieci anni. Chi investe, almeno in parte, tenendo a mente il lungo periodo ha più probabilità di porsi al riparo dalle crisi, dalle emergenze, dagli eventi inattesi. Può concentrarsi sui cambiamenti strutturali, che sono per loro stessa natura più prevedibili.</p>
<p>E&#8217; un tema fondamentale, la cui importanza si sta palesando in questi giorni, caratterizzato dallo spettro del famoso cigno nero (espressione con cui si indica un evento del tutto imprevedibili e dagli effetti devastanti).</p>
<p>Tuttavia, per ragionare sul lungo periodo è necessario anche tenersi aggiornati sui cambiamenti in atto nel mercato, riuscire a intravedere, possibilmente per tempo, i trend che andranno a svilupparsi nel prossimo futuro. Da questo punto di vista, le risorse a disposizione degli investitori non mancano. Brancolare nel buio, in questo caso, è una opzione da evitare&#8230;. Ed evitabile.</p>
<p>Per esempio, esiste un indicatore che, seppur indirettamente, può suggerire l&#8217;entità e la forza dei trend in atto. Il riferimento è all&#8217;<a href="https://www.wikiwand.com/it/MSCI_World" title="MSCI World" target="_blank" rel="noopener noreferrer nofollow"><strong>MSCI World</strong></a>, che sta per Morgan Stanley Capital International. E&#8217; l&#8217;indice che proietta le prospettive di sviluppo dell&#8217;economia a livello mondiale, attraverso l&#8217;analisi dei principali titoli azionari delle 23 nazioni più progredite del mondo. I titoli azionari presi in considerazione sono ben 1644, che è un campione sufficientemente esteso per trarre delle conclusioni.</p><div class="ads-middle-post"><a rel="sponsored" href="https://iggroup.sjv.io/c/5566136/2191334/15576" target="_blank" id="2191334"><img loading="lazy" decoding="async" src="//a.impactradius-go.com/display-ad/15576-2191334" border="0" alt="" width="336" height="280"/></a><img loading="lazy" decoding="async" height="0" width="0" src="https://imp.pxf.io/i/5566136/2191334/15576" style="position:absolute;visibility:hidden;" border="0" /></div>
<p>Studiando l&#8217;MSCI World, per esempio, si scopre che l&#8217;IT, ovvero<strong> l&#8217;Information Technology è il settore più rappresentato</strong> (con il 18,1% del totale), e che il peso degli Stati Uniti è ancora preponderante (il 63% delle azioni per capitale sono americane). A seguire, ma a distanza, c&#8217;è il Giappone (8,1%).</p>
<p>L&#8217;indice va seguito anche perché è in continua evoluzione, in quanto si aggiorna quattro volte l&#8217;anno (a febbraio, maggio, agosto e novembre). Insomma, fornisce una immagine plastica del presente del mercato e, per riflesso, di quanto accadrà in futuro.</p>
<p>Dunque, il consiglio è di prendere in considerazione anche l&#8217;MSCI, o almeno di integrarlo nelle proprie analisi, se intendete &#8211; come sarebbe logico &#8211; considerare la strada del lungo periodo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Conto Corrente: 3 Criteri per Sceglierlo Bene</title>
		<link>https://www.okforex.it/borsa-vita-editoriali/conto-corrente-3-criteri-sceglierlo-bene/7571/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Briganti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2020 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Borsa o la vita - Editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[Come scegliere il conto corrente? In questo articolo affrontiamo la questione, proponendo tre criteri utili e semplici da mettere in pratica. Un tempo il denaro lo si nascondeva sotto il materasso. Oggi, per fortuna, non più. Possedere contanti, e nasconderli in casa, è in primo luogo pericoloso, secondariamente è anche svantaggioso dal punto di vista [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come scegliere il <strong>conto corrente</strong>? In questo articolo affrontiamo la questione, proponendo tre criteri utili e semplici da mettere in pratica.</p>
<p>Un tempo il denaro lo si nascondeva sotto il materasso. Oggi, per fortuna, non più. Possedere contanti, e nasconderli in casa, è in primo luogo pericoloso, secondariamente è anche svantaggioso dal punto di vista economico. Lo svantaggio più grande è <strong>l&#8217;inflazione</strong>: se il costo dei beni aumenta, il valore del denaro diminuisce.</p>
<p>Certo, oggi l&#8217;inflazione è bassa, ma non sarà così per sempre. Inoltre, qualsiasi inflazione superiore allo zero determina una contrazione del patrimonio. L&#8217;unica soluzione è mettere a rendimento il patrimonio, dunque acquistare uno dei tanti prodotti di risparmio o investimento.</p>
<p>Non preoccupatevi: non c&#8217;è alcun bisogno di lanciarsi in investimenti rischiosi. Se l&#8217;obiettivo è proteggersi dall&#8217;inflazione, è sufficiente <strong>aprire un conto corrente</strong>. Operazione che, tra l&#8217;altro, tutti coloro in possesso di un entrata più o meno stabile, prima o poi effettuano. Anche perché avere un conto corrente vuol dire poter associare una carta che non sia una semplice prepagata, ad esempio, dunque facilita gli acquisti con il POS e rende possibili gli acquisti online.</p>
<p>L&#8217;offerta di conti correnti è elevata. E&#8217; normale che il risparmiatore medio avverta un certo disorientamento. A quale banca affidarsi per aprire un conto corrente? Il consiglio è di fare riferimento a criteri oggettivi, certo di non immediata comprensione ma davvero utili ai fini della valutazione. Di seguito, ne presentiamo tre.</p>
<h2>Il CET1</h2>
<p>E&#8217; il criterio più tecnico tra quelli che tratteremo oggi. E&#8217; però anche il più utile, l&#8217;unico che consente di capire realmente se una banca è solida oppure no.</p><div class="ads-middle-post"><iframe loading="lazy" src="https://cdn.plus500.com/Media/Banners/336x280/95701/index.html?set=Robot_banner&language=IT&country=IT&crId=95701&url=https%3A%2F%2Fwww.plus500.com%2Fit-it%2F%3Fid%3D58648%26pl%3D2%26crId%3D95701" width="336" height="280" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none"></iframe></div>
<p><strong>CET1</strong> sta per Common Equity Tier ed è il rapporto tra i capitale ordinario versato e le attività ponderate per il rischio. Tale rapporto non dovrebbe mai essere inferiore all&#8217;8%. Se una banca ha un CET1 inferiore a questa percentuale, vuol dire che è poco solida in quanto non detiene molto capitale effettivo, e presenta dunque un difetto di liquidità.</p>
<p><strong>Come verificare il CET1 di una banca?</strong> E&#8217; tutto piuttosto semplice. Ogni anno la Banca Centrale Europea pubblica le sue &#8220;pagelle&#8221;, ovvero studia le banche e assegna a ciascuna un CET1. Dunque, se state pensando di aprire un conto corrente presso una banca, verificate questo dato come prima cosa.</p>
<h2>I costi</h2>
<p>Anche i costi rappresentano, ovviamente, un criterio fondamentale. Anzi, per alcuni è il criterio per eccellenza, dal momento che vi è la tendenza a dare per scontato la questione della sicurezza. Una particolare apprensione è causata dal <strong>canone</strong>. Esistono conti correnti a canone zero? In realtà sono davvero rari. Tuttavia, alcune banche concedono di azzerare il canone a determinate condizioni, come la sottoscrizione di polizze, un accreditamento regolare di somme, l&#8217;aperture di linee di credito etc. L&#8217;offerta è molto varia da questo punto di vista, dunque vi consiglio di studiare di volta in volta vincoli e opportunità del conto corrente, al fine di individuare quello più compatibile con le vostre esigenze.</p>
<p>Un consiglio, comunque, di è analizzare <strong>l&#8217;Indicatore Complessivo di Costi bancari</strong>, un criterio uniforme che segnala il grado di convenienza di una banca, ma che è trasversale a tutti i prodotti di investimento.</p>
<h2>La flessibilità</h2><div class="ads-middle-post"><a href="https://www.okforex.it/go/amadeux/" rel="nofollow" target="_blank"><img decoding="async" src="https://www.okforex.it/wp-content/uploads/2026/03/amadeux-bn-post.jpg" alt="Amadeux Prop Regulated Broker"></a></div>
<p>Un altro criterio da prendere seriamente in considerazione è la flessibilità. Essa va intesa come la quantità e la qualità delle funzioni, delle &#8220;cose&#8221; che il conto corrente permette di fare. Per esempio: permette il prelievo gratuito da <em>tutti</em> gli sportelli automatici? Ha un plafond alto? Ha dei limiti di prelievo giornaliero sufficienti?</p>
<p>La flessibilità va intesa però anche come accessibilità, ovvero come la quantità di strumenti messi a disposizione per la sua gestione. Da questo punto di vista, andrebbero presi in considerazione quei conti correnti gestibili attraverso app e home banking ben realizzati, dall&#8217;interfaccia semplice e comoda.</p>
<p>Dunque, ricapitolando, i criteri sono tre:</p>
<ul>
<li>Il <strong>CET1</strong>, cioè la solidità della banca</li>
<li>I <strong>costi</strong>, e in particolare il canone</li>
<li>La <strong>flessibilità</strong>, ovvero la facilità di gestione e la quantità di azioni che il conto corrente permette di compiere</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa ci Insegna il Caso della Banca Popolare di Bari</title>
		<link>https://www.okforex.it/borsa-vita-editoriali/insegna-caso-banca-popolare-bari/7573/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Briganti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Borsa o la vita - Editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[Il termine banca popolare è in grado, da solo, di spaventare i piccoli risparmiatori, e suscitare in loro vecchie ansie e ricordi poco gradevoli. Il riferimento è agli scandali e ai fallimenti che hanno coinvolto alcune &#8220;popolari&#8221; negli anni passati. Il caso della Banca Popolare di Bari, che tratteremo oggi, è però diverso. In primis [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine <strong>banca popolare</strong> è in grado, da solo, di spaventare i piccoli risparmiatori, e suscitare in loro vecchie ansie e ricordi poco gradevoli. Il riferimento è agli scandali e ai fallimenti che hanno coinvolto alcune &#8220;popolari&#8221; negli anni passati.</p>
<p>Il caso della <strong>Banca Popolare di Bari,</strong> che tratteremo oggi, è però diverso. In primis perché, è bene anticiparlo già in questa fase introduttiva, si è evitato il disastro. Secondariamente perché ci dice qualcosa sulla resilienza del mercato del credito italiano.</p>
<h2>Il caso della Banca Popolare di Bari</h2>
<p>Ma andiamo con ordine&#8230; Anzi no, iniziamo dalla fine. Ovvero dall&#8217;ordine di commissariamento dell&#8217;istituto pugliese emanato da Bankitalia, che in questo modo ha inaugurato le procedure di <strong>amministrazione straordinaria</strong>.</p>
<p>La notizia è abbastanza recente, sebbene già il 13 dicembre il massimo istituto italiano abbia nominato un comitato di sorveglianza e dei commissari straordinario il cui scopo era monitorare gli sviluppi dell&#8217;azienda e di valutare ipotesi di ricapitalizzazione. Scopo ultimo: il rilancio di Banca Popolare di Bari.</p>
<p>Si è trattato di un provvedimento importante, dal momento che ha <em>de facto</em> evitato la presentazione di un bilancio dissestato relativo al 2019. Se questa evenienza fosse emersa, sarebbero scattate le procedure di <strong>bail in</strong>, con conseguenze nefaste &#8211; dal punto di vista economico ovviamente &#8211; per correntisti e investitori della banca.</p><div class="ads-middle-post"><iframe loading="lazy" src="https://cdn.plus500.com/Media/Banners/336x280/95701/index.html?set=Robot_banner&language=IT&country=IT&crId=95701&url=https%3A%2F%2Fwww.plus500.com%2Fit-it%2F%3Fid%3D58648%26pl%3D2%26crId%3D95701" width="336" height="280" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none"></iframe></div>
<p>Questo provvedimento &#8220;salva vita&#8221; è la punta dell&#8217;iceberg di una vicenda che, almeno nei suoi elementi salienti, risale al 2010. In quell&#8217;anno alcune ispezioni avevano rilevato <strong>un rischio di liquidità</strong> causato da una gestione non eccessivamente brillante &#8211; per usare un eufemismo.</p>
<p>Dal 2010 al 2013, poi, si sono registrati provvedimenti restrittivi, come un taglio del valore delle azioni di circa il 21%. Nel 2015, poi, l&#8217;Antitrust ha avuto da ridire sull&#8217;acquisto di Banca Tercas, approvato comunque da Bankitalia, in quanto considerato aiuto di Stato.</p>
<p>Ulteriori ispezioni, tra il 2016 e il 2018, hanno spinto Banca Popolare di Bari a dichiarare <strong>un rosso di 430 milioni di euro</strong>, con tutto ciò che ne è conseguito a livello di immagine pubblica e dinamiche gestionali. In questo periodo si è assistito a un rimpallo di accuse tra i dirigenti, dinamica che ha contribuito ad alimentare le ansie degli investitori e dei correntisti.</p>
<p>Il resto è storia già raccontata: si arriva al 13 dicembre 2019 con la nomina del comitato di sorveglianza e dei commissionari e, infine, al via libera dell&#8217;amministrazione straordinaria.</p>
<h2>I provvedimenti a tutela dei risparmiatori</h2><div class="ads-middle-post"><a href="https://www.okforex.it/go/amadeux/" rel="nofollow" target="_blank"><img decoding="async" src="https://www.okforex.it/wp-content/uploads/2026/03/amadeux-bn-post.jpg" alt="Amadeux Prop Regulated Broker"></a></div>
<p>Cosa cambia per i clienti di Banca Popolare di Bari? Si deve temere una ripercussione finanziaria? Insomma, perderanno i loro soldi? In realtà, questo scenario è stato escluso dal ministro dell&#8217;Economia Roberto Gualtieri.</p>
<p>Infatti, è già stato avviato un piano di ristrutturazione e rilancio della banca, il quale prevede la sua conversione in società per azioni (al fine di garantirle liquidità) e <strong>un percorso di ricapitalizzazione</strong> ad opera di alcuni istituti privati, in particolare di Mediocredito Central. Parteciperà alla ricapitalizzazione anche il Fondo Interbancario a tutela dei depositi e dei privati.</p>
<h2>Cosa ci insegna il caso della Banca Popolare di Bari</h2>
<p>Il caso della Banca Popolare di Bari ci insegna un po&#8217; di cose. In primis, che un disastro può essere evitato, magari facendo tesoro delle vicende passate. Ci insegna che prevenire è meglio che curare, anche e soprattutto quando si parla di banche. A un&#8217;attenta opera di sorveglianza, infatti, è seguito un intervento puntuale da parte dello Stato.</p>
<p>Ci insegna, infine, che Stato e privati possono lavorare assieme, dal momento che il percorso di rinascita di Banca Popolare di Bari vede come protagonista, quasi in codominio, tanto il pubblico quanto il privato.</p>
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		<title>Coronavirus e Mercati: Come gli Investitori Possono Sopravvivere alla Crisi</title>
		<link>https://www.okforex.it/borsa-vita-editoriali/coronavirus-mercati-come-investitori-possono-sopravvivere-crisi/7575/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Briganti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2020 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Borsa o la vita - Editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[Parliamo ancora una volta di coronavirus. A quanto pare, sarà un argomento molto frequentate da qui alle prossime settimane. Nell&#8217;attesa di accantonare l&#8217;argomento una volta per tutte, ci preme offrire qualche delucidazioni ai risparmiatori e agli investitori, da un lato allarmati &#8211; se non terrorizzati &#8211; dall&#8217;emergenza sanitaria, dall&#8217;altro preoccupati dall&#8217;andamento delle borse, che stanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Parliamo ancora una volta di <strong>coronavirus</strong>. A quanto pare, sarà un argomento molto frequentate da qui alle prossime settimane. Nell&#8217;attesa di accantonare l&#8217;argomento una volta per tutte, ci preme offrire qualche delucidazioni ai risparmiatori e agli investitori, da un lato allarmati &#8211; se non terrorizzati &#8211; dall&#8217;emergenza sanitaria, dall&#8217;altro preoccupati dall&#8217;andamento delle borse, che stanno registrando performance pessime.</p>
<p>L&#8217;impatto economico del coronavirus è innegabile. Il futuro è semplicemente imprevedibile, ora più che mai. Eppure i risparmiatori possono sopravvivere agilmente a questa crisi, anche da un punto di vista prettamente finanziario. L&#8217;importante è sapere come muoversi, quali provvedimenti adottare, conoscere quali settori probabilmente soffriranno di più per l&#8217;attuale emergenza sanitaria, a livello locale e mondiale.</p>
<h2>I settori messi in crisi dal coronavirus</h2>
<p>La borsa, lo sanno anche i profani, non è un sistema chiuso, non un compartimento stagno. Anzi, si nutre di quanto accade al di fuori, dal punto di vista economico e non. Da qui la necessità di capire quali titoli azionari rischiano di entrare seriamente in sofferenza. Ribadiamo, è impossibile prevedere con certezza quello che accadrà.</p>
<p>Tuttavia, è probabile che alcuni settori soffriranno più di altri. <strong>Per esempio, le compagnie aeree, dal momento che in caso di pandemia la gente sarà meno propensa a viaggiare, al netto delle eventuali restrizioni promosse dai singoli governi nazionale</strong>. Allo stesso momento, tutti i settori che si basano sulle attività di aggregazione potrebbero entrare in sofferenza, come la ristorazione. In genere, se la potrebbero passare male tutte le aziende del settore turistico.</p>
<p>Di contro, potrebbero subire un&#8217;impennata le quotazioni delle aziende farmaceutiche, impegnate attualmente a creare un vaccino contro il coronavirus. Allo stesso modo, anche le aziende ospedaliere private potrebbero essere coinvolte in un trend ascendente, magari a causa della saturazione della sanità pubblica.</p>
<p>La situazione, sia chiaro, è ancora tutta in divenire. Dunque, si tratta solo di supposizione, comunque corroborate da quanto si è visto fino a questo momento in Cina, che da questo punto di vista appare quasi come un laboratorio per misurare, su scala mondiali, gli effetti della crisi sanitaria.</p><div class="ads-middle-post"><a href="https://www.tradingview.com/chart/?aff_id=138349&utm_source=creative&utm_lang=IT" target="_blank" rel="nofollow"><img decoding="async" src="https://s3.tradingview.com/pub/referrals/creatives/DT/IT/336x280LargeRectangle.jpg"></a></div>
<h2>Cosa può fare il piccolo risparmiatore</h2>
<p>Fidarsi. A livello personale, delle istituzioni e della comunità scientifica. A livello finanziario, dei consulenti. Sicuramente ne sanno più di lui, anche su come affrontare una emergenza come questa.</p>
<p>In generale, il consiglio è di diversificare e pensare nel lungo periodo. Diversificare, in questo caso come negli altri, vuol dire <em>sempre</em> diminuire l&#8217;esposizione al rischio. Anche perché, come abbiamo visto, il coronavirus si abbatterà sui mercati e sul tessuto produttivo con diversi gradi di pericolosità.</p>
<p>Pensare al lungo periodo, poiché questa emergenza prima o poi passerà, come sono passate tutte le epidemia, anche quelle peggiori, e allora tutto si riassorbirà con il tempo, con i movimenti di prezzo determinati non già da una crisi, dal panico, dall&#8217;irrazionalità o semplicemente da fattori poco gestibili, ma semplicemente dalle normali dinamiche economiche.</p>
<p>Insomma, anche il piccolo risparmiatore può difendersi, e può farlo con le frecce che da sempre giacciono sul suo arco: diversificazione e lungo periodo.</p>
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